05 maggio 2010

1/5-22/5/2010- Festival sull’arte, la tecnologia e le trasformazioni sociali a Dakar

afroEvento: Afropixel 2010.

Dove: Dakar, Senegal.

Quando: Dal 1° al 22 maggio 2010.

Informazioni: Kër Thiossane organizza all’interno del progetto “Rose des vents numerique”, finanziato dal programma UE-ACP d’appoggio alle industrie culturali, il festival “Afropixel”. L’obiettivo di “Afropixel” è quello di insegnare al pubblico a comprendere gli strumenti tecnologici, affinchè possano diventare un mezzo di produzione artististica e creativa nei Paesi africani. Info.

25 marzo 2010

Il bando ACP-Cultures, strumento di analisi e di riflessione sulla cooperazione culturale

in: Cultura

Presentazione dell’articolo “Il bando ACP-Cultures, strumento di analisi e di riflessione sulla cooperazione culturale”, pubblicato sul numero 68 di Africa e Mediterraneo a firma di Marta G. Carrascosa, giurista, attualmente impiegata come responsabile delle sovvenzioni nell’ambito del programma ACP-Cultures.

Oggi è risaputo che il settore culturale riveste un ruolo importante nei processi di sviluppo economico e sociale. Nonostante ciò, è necessario assicurare i finanziamenti indispensabili per garantire la regolarità dei bandi aperti a proposte culturali per soddisfare in maniera efficace le richieste del settore culturale della zona ACP.

Villa Ker Thiossane, dédiée à l'art et aux échanges culturels

Villa Ker Thiossane, dédiée à l'art et aux échanges culturels

Il programma ACPCultures nasce tra il 2000 e il 2003, nel momento in cui il Gruppo ACP riesamina il sistema di finanziamenti puntuali a favore di programmi più strutturati, cerca di instaurare un vero e proprio dialogo con gli operatori culturali e raccoglie informazioni sulle diverse industrie culturali nei Paesi ACP. Il programma ACPCultures si divide in tre grandi orientamenti: i destinatari dei finanziamenti sono operatori e attori culturali della zona ACP; il Segretariato ACP è responsabile della messa in moto dei progetti; una priorità assoluta è data agli scambi e alla cooperazione Sud-Sud. Purtroppo i sei progetti ritenuti non sono sufficienti per avere un impatto sostanziale. Inoltre conviene seguire i progetti dal ricevimento della sovvenzione fino alla valutazione e la condivisione dei risultati.
Ogni progetto sostenuto da ACPCultures rappresenta un’esperienza da analizzare e condividere, in modo da trarre insegnamenti, approfondire e orientare le decisioni e le pianificazioni future.

Una prima ondata di programmi pilota è stata lanciata dall’UE nell’ambito culturale con l’entrata in vigore del Trattato di Maastricht nel 1993. Tra questi progetti rientra Cultura 2000, rinnovato dall’attuale programma Cultura 2007-2013, che costituisce un riferimento per il programma ACPCultures. Quindici anni sono stati necessari per rendere efficace il programma, grazie alla revisione dei programmi precedenti, all’adattamento dei metodi al contesto culturale, ai bandi regolari e alle risorse finanziarie in continuo aumento.

Agli inizi del programma ACPCultures, la prima posta in gioco è stata la delimitazione del campo d’azione e i criteri d’eleggibilità, si è cercato di stabilire un equilibrio tra gli attori europei e operatori ACP, facilitando l’accesso prioritario agli operatori ACP, creando una migliore rete intra-ACP, etc. L’approccio del programma, limitato ad un solo bando, l’inesistenza di un mandato per agire a livello nazionale, la collaborazione tra regioni come condizione intrinseca della cooperazione intra-ACP, e l’assenza di continuità nei bandi, non permetteranno di stabilire nell’immediato delle specifiche misure di revisione tipiche del meccanismo di sovvenzionamento pluriannuale. Infine è indispensabile sviluppare un’attività di analisi e di diffusione delle informazioni per migliorare la comprensione del settore d’intervento.

19 marzo 2010

Alcune osservazioni e domande sulla cooperazione culturale europea

in: Cultura

Presentazione dell’articolo “Alcune osservazioni e domande sulla cooperazione culturale europea”, pubblicato sul numero 68 di Africa e Mediterraneo a firma di Isabelle Bosman, specialista delle questioni di cooperazione culturale, che ha potuto sviluppare, seguire e vatutare il PSIC in diversi paesi.

Dopo gli eventi dell’11 settembre, l’UE ha cambiato orientamento prendendo coscienza dell’importanza di promuovere la diversità culturale e rivalutandone il ruolo nello sviluppo economico. In questa direzione vanno alcune misure politiche che sono state attivate all’interno e fuori dell’UE, tra cui la creazione della Convenzione dell’UNESCO sulla diversità culturale e l’Agenda europea che pone l’accento sulle relazioni culturali internazionali e principalmente con i Paesi ACP.

Ecole Internationale du Théâtre du Bénin, Cotonou.

Ecole Internationale du Théâtre du Bénin, Cotonou.

Le priorità dell’UE nei confronti della cooperazione culturale sono ambivalenti: da una parte, cerca di mantenere una situazione economicamente proficua per l’Europa, e al contempo sostiene il rinforzamento e l’autonomia dell’industria culturale nei Paesi in via di sviluppo. È nell’interesse dei Paesi ACP che una parte dei programmi d’aiuto sia esclusivamente dedicata allo sviluppo culturale locale e che gli scambi siano considerati solo come mezzo e non come fine.
Si nota che gli ultimi progressi si concentrano soprattutto a livello tematico e intra-ACP attraverso programmi che favoriscono agli attori culturali dei Paesi in via di sviluppo l’accesso diretto alle sovvenzioni e contribuiscono allo sviluppo di una società civile culturale meglio organizzata. Ciò nonostante, all’interno di questi programmi viene sviluppato principalmente solo l’aspetto degli scambi internazionali, si dispone di mezzi finanziari troppo scarsi per rispondere all’altezza della richiesta e sono ancora difficilmente accessibili alle organizzazioni culturali ACP.

In realtà, nonostante l’ottimismo dei discorsi, in molti paesi ACP la creazione è spesso povera e gli artisti sono costretti a rimanere nel dilettantismo o a orientarsi verso le possibilità più lucrative del proselitismo religioso o della propaganda politica. Le autorità pubbliche devono fare attenzione al mantenimento di un campo d’espressione culturale libero e al rispetto della diversità.

Il PSIC (Programma di sostegno alle iniziative culturali) costituisce un programma efficace a livello nazionale offrendo appoggi agli attori culturali non statali e occupando, grazie a un’azione coordinata con gli orientamenti statali e una strategia di collaborazione europea più coerente, un ruolo di primo piano nell’emergere di industrie culturali competitive.
L’UE deve porsi obiettivi precisi e concreti come ad esempio la creazione di PSIC in una quindicina di Paesi che finora non hanno avuto le condizioni per sviluppare azioni culturali o sviluppando dei PSIC su scala regionale.

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