25 marzo 2010

Sommario del N.68 di Africa e Mediterraneo

in: Cultura

Pubblichiamo il sommario del nuovo numero di Africa e Mediterraneo dedicato alle politiche culturali nei paesi ACP e realizzato con il contributo di ricercatori e di operatori direttamente coinvolti nel settore (UNESCO, UE, AECID, Culture et développement, Segretariato ACP, Unione Africana, UNCTAD, Fondazione Interarts, Arterial Network, ARS Progetti…).

Leggi il Sommario:

Dossier: POLITICHE CULTURALI NEI PAESI DI AFRICA, CARAIBI E PACIFICO

Introduction by Sandra Federici

La culture, une ressource pour le développement et un secteur économique en croissance
par Francisco A.J. D’Almeida

Is there a New Approach to Culture and Development in the Strategy of the EU Development Policy?
by Stefano Manservisi

UNESCO and the “Culture and Development Binomium”
by Oriol Freixa Matalonga

Politiques culturelles en Afrique: du Manifeste culturel panafricain (1969) à la Charte pour la renaissance culturelle de l’Afrique (2006)
par Máté Kovács

Quelques observations et questions relatives à la coopération culturelle européenne
par Isabelle Bosman

L’appel à projets ACPCultures, instrument d’analyse et de réflexion sur la coopération culturelle
par Marta Carrascosa

Un Observatoire culturel ACP: pourquoi, pour qui et comment
par Frédéric Jacquemin

The World Summit on Arts and Culture, Francine and the Arterial Network
by Mike van Graan

Cities and Cultural Ecosystems
by Jordi Martí Grau

Essor des actions de mécénat et créativité artistique en Afrique
par Simão Souindoula

Cultura, educación y cooperación para el desarrollo
por Gemma Carbó Ribugent

La promozione del settore culturale come motore dell’attività economica
di Michela Albarello ed Elena Bergamaschi

The Cultural Cooperation Experiences of a Consulting Firm
by Daniele Fanciullacci

Networks, organizations and financing of culture in Africa
by Andrea Marchesini Reggiani

Arte
Notes and Queries on Egypt’s Participation in the First World Festival of Negro Arts
by Monica Blackmun Visonà

Immigrazione
Una nuova stagione per la mediazione linguistico-culturale? di Lorenzo Luatti

Letteratura
Marechera, poeta e scrittore dallo Zimbwabwe di Antonio Dalla Libera

Antropologia
Claude Lévi-Strauss, cent’anni di “disancoramento”
di Giovanna Parodi da Passano

Eventi
Tramedautore, Anton Kannemeyer, Biennale della Fotografia di Bamako, Forum europeo della cultura, Comitato delle regioni

Libri
Georges Lapassade, Marco Zupi, Stefania Ravasio

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25 marzo 2010

Il bando ACP-Cultures, strumento di analisi e di riflessione sulla cooperazione culturale

in: Cultura

Presentazione dell’articolo “Il bando ACP-Cultures, strumento di analisi e di riflessione sulla cooperazione culturale”, pubblicato sul numero 68 di Africa e Mediterraneo a firma di Marta G. Carrascosa, giurista, attualmente impiegata come responsabile delle sovvenzioni nell’ambito del programma ACP-Cultures.

Oggi è risaputo che il settore culturale riveste un ruolo importante nei processi di sviluppo economico e sociale. Nonostante ciò, è necessario assicurare i finanziamenti indispensabili per garantire la regolarità dei bandi aperti a proposte culturali per soddisfare in maniera efficace le richieste del settore culturale della zona ACP.

Villa Ker Thiossane, dédiée à l'art et aux échanges culturels

Villa Ker Thiossane, dédiée à l'art et aux échanges culturels

Il programma ACPCultures nasce tra il 2000 e il 2003, nel momento in cui il Gruppo ACP riesamina il sistema di finanziamenti puntuali a favore di programmi più strutturati, cerca di instaurare un vero e proprio dialogo con gli operatori culturali e raccoglie informazioni sulle diverse industrie culturali nei Paesi ACP. Il programma ACPCultures si divide in tre grandi orientamenti: i destinatari dei finanziamenti sono operatori e attori culturali della zona ACP; il Segretariato ACP è responsabile della messa in moto dei progetti; una priorità assoluta è data agli scambi e alla cooperazione Sud-Sud. Purtroppo i sei progetti ritenuti non sono sufficienti per avere un impatto sostanziale. Inoltre conviene seguire i progetti dal ricevimento della sovvenzione fino alla valutazione e la condivisione dei risultati.
Ogni progetto sostenuto da ACPCultures rappresenta un’esperienza da analizzare e condividere, in modo da trarre insegnamenti, approfondire e orientare le decisioni e le pianificazioni future.

Una prima ondata di programmi pilota è stata lanciata dall’UE nell’ambito culturale con l’entrata in vigore del Trattato di Maastricht nel 1993. Tra questi progetti rientra Cultura 2000, rinnovato dall’attuale programma Cultura 2007-2013, che costituisce un riferimento per il programma ACPCultures. Quindici anni sono stati necessari per rendere efficace il programma, grazie alla revisione dei programmi precedenti, all’adattamento dei metodi al contesto culturale, ai bandi regolari e alle risorse finanziarie in continuo aumento.

Agli inizi del programma ACPCultures, la prima posta in gioco è stata la delimitazione del campo d’azione e i criteri d’eleggibilità, si è cercato di stabilire un equilibrio tra gli attori europei e operatori ACP, facilitando l’accesso prioritario agli operatori ACP, creando una migliore rete intra-ACP, etc. L’approccio del programma, limitato ad un solo bando, l’inesistenza di un mandato per agire a livello nazionale, la collaborazione tra regioni come condizione intrinseca della cooperazione intra-ACP, e l’assenza di continuità nei bandi, non permetteranno di stabilire nell’immediato delle specifiche misure di revisione tipiche del meccanismo di sovvenzionamento pluriannuale. Infine è indispensabile sviluppare un’attività di analisi e di diffusione delle informazioni per migliorare la comprensione del settore d’intervento.

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24 marzo 2010

L’aumento delle azioni di mecenatismo e creatività artistica in Africa

Presentazione dell’articolo “L’aumento delle azioni di mecenatismo e creatività artistica in Africa”, pubblicato su Africa e Mediterraneo n.68 a firma di Simão Souindoula, storico, consigliere presso il Ministero della Cultura a Luanda (Angola) ed expert presso l’UNESCO.

Ana Silva, Amor, 2005, Photo of Antonio Pinto

Ana Silva, Amor, 2005, Photo of Antonio Pinto

Nonostante l’affermazione e lo sviluppo dell’identità culturale costituiscano una dimensione essenziale della costruzione degli Stati africani, i finanziamenti messi a disposizione per il settore culturale sono spesso insufficienti. Ciò spinge gli attori del settore culturale a ricorrere a finanziamenti esterni o a forme di mecenatismo, nazionale o internazionale, rivolto a istituzioni politiche, società parastatali o private. Oggi, questo tipo di finanziamenti al settore culturale è in continuo aumento perché costituisce un potente mezzo di incremento del mercato. Generalmente, l’appoggio finanziario è compreso tra 10.000 e 100.000 US$ a seconda del tipo di collaborazione. Ad esempio, il progetto BICIG, Amici delle arti e della cultura, finanziato dalla Banca Internazionale per il commercio e l’industria del Gabon, ha beneficiato di un contributo
di 100.000 $US.

Yonamine, Jah love, technique mixte, Photo of Antonio Pinto

Yonamine, Jah love, technique mixte, Photo of Antonio Pinto

Molto spesso, la ricerca di mecenati o di collaboratori porta al conseguimento di finanziamenti incrociati; è questo il caso del programma Coopearte della galleria Celamar sull’isola di Luanda, che è stato sovvenzionato dalla fondazione privata Art et Culture, dalla banca Sviluppo dell’Angola e dalla società petrolifera Total. Si nota una tendenza all’esclusività su certi programmi artistici e culturali da parte delle società di telefonia, banche, compagnie di assicurazione, ecc.
La biennale Ensarte è un programma iniziato venti anni fa con la collaborazione della società nazionale d’assicurazione dell’Angola per la promozione di un settore trascurato come quello delle arti plastiche. Il budget è aumentato progressivamente fino a raggiungere l’anno scorso mezzo milione di dollari. Il concorso è stato interamente organizzato, dalla campagna d’apertura fino alla promozione dei cataloghi, dalla compagnia d’assicurazione.
Un altro esempio è quello della Biennale dell’arte contemporanea Bantu, lanciata nel 1985, che riceve quasi 100.000 US$ di finanziamenti esterni per ogni edizione.

Questi esempi di mecenatismo mettono in luce una situazione globalmente incoraggiante, in quanto queste collaborazioni permettono alla produzione di beni e di attività culturali – come la pubblicazione di opere letterarie, la realizzazione di film, l’organizzazione di mostre d’arte, concerti, spettacoli, l’edizione di CD e DVD, ecc. – di crescere in diversi Stati africani.

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22 marzo 2010

L’UNESCO e il binomio cultura e sviluppo

in: Cultura

Presentazione dell’articolo “L’UNESCO e il binomio cultura e sviluppo”, pubblicato sul numero 68 di Africa e Mediterraneo a firma di Oriol Freixa Matalonga, Programme Specialist presso il settore Relazioni Internazionali e Cooperazione dell’UNESCO.

Quartier général de l'UNESCO, performance du groupe “Kalomkognes”, Sénégal, danse traditionnelle, danseur africain, musicien, folklore. © UNESCO/Claude Michel

Quartier général de l'UNESCO, performance du groupe “Kalomkognes”, Sénégal, danse traditionnelle, danseur africain, musicien, folklore. © UNESCO/Claude Michel

L’UNESCO è un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite ed ha un ruolo chiave all’interno del “binomio cultura e sviluppo” (C+D Binomium).
Uno dei suoi principali impegni è quello di promuovere, proteggere e coordinare la Convenzione sulla protezione e promozione della diversità delle espressioni culturali del 2005, convenzione che descrive i diritti e i doveri dei partiti e identifica gli aspetti fondamentali del Binomium.
L’UNESCO però ha anche un altro ruolo, che è quello di coordinatore nella Finestra tematica sulla cultura e lo sviluppo del Fondo per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo del millennio (MDG-F), amministrato dal Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP).

Queste attività dell’UNESCO dimostrano un approccio concreto e pratico al C+D Binomium, sia a livello locale che globale, con l’obiettivo di dimostrare l’importanza della cultura nello sviluppo sostenibile. La Convenzione 2005 e gli incontri e conferenze che si sono succedute hanno sviluppato una serie di misure specifiche, chiamate “direttive operative”, le quali definiscono vari metodi d’azione nei paesi in via di sviluppo, da un lato per sostenere le industrie culturali, dall’altro per sostenere strategie di esportazione e accordi di coproduzione per quel che riguarda i beni e i servizi culturali, al fine di aiutare il mercato locale e internazionale.

Il fondo MDG promuove la cooperazione delle agenzie delle Nazioni Unite attraverso progetti di sviluppo nazionale. È stato impostato nel 2007 con un bando per i programmi congiunti dalle agenzie UN e da governi locali da 59 Paesi, identificati nel Piano Strategico della Spagna per la cooperazione internazionale, approvato dal Governo e Parlamento spagnolo. Le aree tematiche, chiamate “finestre tematiche” sono: potenziamento ed eguaglianza di genere; ambiente e cambiamento tematico; la governance democratica ed economica; gioventù, occupazione e migrazione; prevenzione dei conflitti e costruzione della pace; infanzia, sicurezza alimentare e nutrizione; sviluppo economico e del settore privato; cultura e sviluppo. Queste finestre tematiche incarnano varie dimensioni che uniscono cultura e sviluppo e si focalizzano sulla diversità culturale e l’inclusione sociale delle minoranze. Importante è notare che queste finestre sono ispirate dalle linee guida della Strategia di cultura e sviluppo della cooperazione spagnola. I programmi congiunti (JP) seguono i termini di riferimento di ogni finestra e le proposte vengono valutate da esperti; attualmente più di 150 JP sono stati approvati in più di 50 Paesi.

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19 marzo 2010

Alcune osservazioni e domande sulla cooperazione culturale europea

in: Cultura

Presentazione dell’articolo “Alcune osservazioni e domande sulla cooperazione culturale europea”, pubblicato sul numero 68 di Africa e Mediterraneo a firma di Isabelle Bosman, specialista delle questioni di cooperazione culturale, che ha potuto sviluppare, seguire e vatutare il PSIC in diversi paesi.

Dopo gli eventi dell’11 settembre, l’UE ha cambiato orientamento prendendo coscienza dell’importanza di promuovere la diversità culturale e rivalutandone il ruolo nello sviluppo economico. In questa direzione vanno alcune misure politiche che sono state attivate all’interno e fuori dell’UE, tra cui la creazione della Convenzione dell’UNESCO sulla diversità culturale e l’Agenda europea che pone l’accento sulle relazioni culturali internazionali e principalmente con i Paesi ACP.

Ecole Internationale du Théâtre du Bénin, Cotonou.

Ecole Internationale du Théâtre du Bénin, Cotonou.

Le priorità dell’UE nei confronti della cooperazione culturale sono ambivalenti: da una parte, cerca di mantenere una situazione economicamente proficua per l’Europa, e al contempo sostiene il rinforzamento e l’autonomia dell’industria culturale nei Paesi in via di sviluppo. È nell’interesse dei Paesi ACP che una parte dei programmi d’aiuto sia esclusivamente dedicata allo sviluppo culturale locale e che gli scambi siano considerati solo come mezzo e non come fine.
Si nota che gli ultimi progressi si concentrano soprattutto a livello tematico e intra-ACP attraverso programmi che favoriscono agli attori culturali dei Paesi in via di sviluppo l’accesso diretto alle sovvenzioni e contribuiscono allo sviluppo di una società civile culturale meglio organizzata. Ciò nonostante, all’interno di questi programmi viene sviluppato principalmente solo l’aspetto degli scambi internazionali, si dispone di mezzi finanziari troppo scarsi per rispondere all’altezza della richiesta e sono ancora difficilmente accessibili alle organizzazioni culturali ACP.

In realtà, nonostante l’ottimismo dei discorsi, in molti paesi ACP la creazione è spesso povera e gli artisti sono costretti a rimanere nel dilettantismo o a orientarsi verso le possibilità più lucrative del proselitismo religioso o della propaganda politica. Le autorità pubbliche devono fare attenzione al mantenimento di un campo d’espressione culturale libero e al rispetto della diversità.

Il PSIC (Programma di sostegno alle iniziative culturali) costituisce un programma efficace a livello nazionale offrendo appoggi agli attori culturali non statali e occupando, grazie a un’azione coordinata con gli orientamenti statali e una strategia di collaborazione europea più coerente, un ruolo di primo piano nell’emergere di industrie culturali competitive.
L’UE deve porsi obiettivi precisi e concreti come ad esempio la creazione di PSIC in una quindicina di Paesi che finora non hanno avuto le condizioni per sviluppare azioni culturali o sviluppando dei PSIC su scala regionale.

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