04 settembre 2009
Il pazzo nell’immaginario teatrale congolese post-coloniale
Presentazione dell’articolo “Il pazzo nell’immaginario teatrale congolese post-coloniale” pubblicato sul numero 58 di Africa e Mediterraneo a firma Gaia Puliero.
Negli anni Settanta, in pieno periodo post-coloniale, il teatro africano, e specificamente quello congolese, porta in scena un personaggio che l’Europa aveva accolto nel suo immaginario sin dal Medioevo: il pazzo (fou). Il fou diventa il tema ricorrente e strutturante della letteratura africana degli anni 1930-50.
Dall’analisi di alcune opere teatrali della tradizione post-coloniale africana, tra cui Tarentelle noire et diable blanc di Sylvain Bemba e Le diable àla longue queue di Maxime N’debeka, emergono alcuni tratti che, secondo l’autrice, rendono la figura del pazzo del teatro africano peculiare rispetto a quella europea.
Lo scarto fondamentale tra il pazzo rappresentato dalla tradizione teatrale occidentale e quello africano risiede soprattutto nel diverso ruolo riconosciuto alla follia. Nel teatro post-coloniale africano la follia non è una tappa del percorso formativo dell’eroe, come in Occidente, né uno stato passeggero e funzionale alla sua realizzazione personale; non interviene come fenomeno esteriore ma si incarna nel personaggio come condizione permanente e tipizzante.
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Parole chiave : Congo, N58, teatro
17 luglio 2009
Drop out scolastico, il progetto “Provaci ancora Sam!”
Presentazione dell’articolo “Provaci ancora Sam! Un progetto di contrasto al drop out scolastico” pubblicato sul numero 58 di Africa e Mediterraneo.
Il drop out scolastico è un fenomeno pluridimensionale che va oltre il contesto scolastico stesso. La dimensione culturale e relazionale occupano un ruolo importante, le cause del abbandono riguardano sia la scuola, ma anche i “luoghi di vita” e la socialità dell’adolescente. Prevenzione e recupero sono azioni possibili solo quando questi i due mondi si avvicinano.
L’articolo esamina la storia e il caso del progetto “Provaci ancora Sam!”, laboratorio extrascolastico nato nel 1989 a Torino, rivolto ai pluribocciati che devono affrontare l’esame di terza media. Se in principio ad usufruire del progetto erano quasi esclusivamente ragazzi italiani, nel corso degli anni la percentuale si è invertita a favore degli stranieri, generando una prospettiva interculturale.
Il fattore che determina il successo del laboratorio è soprattutto la capacità di garantire “continuità” su tre livelli: continuità scuola-extrascuola, continuità formativa, continuità relazionale.
Oltre ad esaminare gli elementi teorici della sperimentazione, l’articolo offre la testimonianza di un rapporto educatore/studenti.
Obiettivo del progetto, oggi riconosciuto dal ministero dell’Istruzione, è quello di diventare un’organizzazione complementare alla scuola, istituzionalmente riconosciuta.
Link: Provaci ancora Sam!, il sito del progetto.



