02 novembre 2011

Dossier statistico immigrazione Caritas 2011: in Emilia-Romagna aumenta l’incidenza dei residenti stranieri sulla popolazione

Bologna – 544mila, pari al 12,3% della popolazione residente. È la stima della Caritas sui soggiornanti in Emilia-Romagna (al 31 dicembre 2010), dove il fenomeno migratorio conferma le sue caratteristiche di stabilità. Infatti, se si considerano i 164.597 permessi di lungo periodo (ex carte di soggiorno), emerge un andamento di continuo incremento negli anni (+343% dal 2004 al 2010). Anche dal dato delle residenze è evidente un progressivo aumento dell’incidenza percentuale, che va dal 9,7% del 2009 al 10,5% del 2010 fino all’11,3% del2011. Rallentata la crescita (dell’8,2%) della popolazione straniera residente rispetto agli anni precedenti: 10% nel 2006, 15% nel 2007 e 2008, 9,8% nel 2009. È, in sintesi, il quadro che emerge dal 21° Dossier statistico immigrazione Caritas/Migrantes, presentato il 27 ottobre a Bologna dall’assessore regionale alle Politiche sociali Teresa Marzocchi, Pietro Pinto (Comitato scientifico Dossier Caritas/Migrantes e associazione “Africa e Mediterraneo”) e Gianmarco Marzocchini (delegato regionale Caritas Emilia-Romagna).
«I dati ci dicono che in Emilia-Romagna l’immigrazione è caratterizza dalla stabilità» ha sottolineato l’assessore Marzocchi. «Sono cittadini che fanno parte a tutti gli effetti della nostra società. Cittadini perlopiù giovani che lavorano, che svolgono anche attività in proprio. Non sono una minoranza: tant’è che la nostra politica regionale non prevede assolutamente la creazione di servizi separati, a parte, ma accessibili a tutti i cittadini che vivono sul territorio. Gli immigrati residenti in Emilia-Romagna – l’11,3% sul totale della popolazione – ‘consumano’ solo l’1% del welfare – ha aggiunto l’assessore – : questo dato sfata il luogo comune, la percezione purtroppo diffusa, secondo cui questi cittadini ci ‘costerebbero’ di più di quanto producono. Non è affatto così». Infine, «per attuare politiche migratorie adeguate e corrette per i nostri territori – ha concluso l’assessore – è necessario che vengano modificate le normative nazionali: soprattutto quelle relative ai minori, in rapporto all’ottenimento della cittadinanza italiana, e anche agli adulti, per quanto riguarda il voto e la regolazione dei flussi. Altrimenti si ostacolano accoglienza e integrazione».

Residenti e Paesi di provenienza

I Comuni emiliano-romagnoli che superano il 10% dei residenti stranieri passano dai 22 del 2004 ai 161 sui complessivi 348 del 2010, con Galeata (Fc) al 21,7%, Luzzara (Re) e Castel San Giovanni (Pc) al 20,3% e Rolo (Re) al 18,1%. I principali Paesi di provenienza degli stranieri residenti sono il Marocco (14,1%, in decremento di mezzo punto percentuale), la Romania (13,2%, pressoché stabile), l’Albania al 12,1% (a sua volta in diminuzione di mezzo punto). Parallelamente, risultano in marcata crescita alcuni Paesi dell’Est europeo, quali l’Ucraina (che passa dal 5,1% al 5,5%) e, soprattutto, la Moldavia (dal 4,6% al 5,6%). Presentano percentuali fra il 4 e il 5% la Cina e la Tunisia.

Scuola

L’Emilia-Romagna rimane al primo posto in Italia per incidenza percentuale di alunni stranieri. Nell’anno scolastico 2010/2011 gli alunni con cittadinanza non italiana sono 82.535, pari al 14% dei 589.152 iscritti totali. L’incidenza è salita pertanto rispetto al 13,5% dell’anno scolastico 2009/2010 e al 12,8% del 2008/2009. In particolare, rispetto a questo dato medio complessivo, emergono valori più elevati nella scuola primaria (15,2%) e secondaria di primo grado (15,7%). Quasi la metà (44,7%) degli alunni stranieri è nata in Italia. Anche nei nidi la presenza è in crescita: nell’anno scolastico 2010/2011 la percentuale di stranieri è del 9,2% (8,2% nell’anno precedente). Va ricordato che quasi un cittadino straniero residente su quattro (22,8%) è minorenne.

Lavoro

Nel corso del 2010 la banca dati Inail indica 311.238 lavoratori dipendenti stranieri occupati in Emilia-Romagna. Si tratta del 19,8% dei lavoratori complessivi, che confermano una crescita costante registrata negli ultimi anni: nel 2007 i lavoratori stranieri rappresentavano il 17,8%, il 18,8% nel 2008, il 19,3% nel 2009. I lavoratori stranieri si concentrano prevalentemente nei settori dell’industria (25,2%), nel settore alberghiero-ristorativo (14%), delle costruzioni (11,7%), servizi alle imprese (10,7%) e agricoltura (10%). I Paesi più rappresentati fra i lavoratori dipendenti sono, nell’ordine, Romania, Marocco, Albania, Cina. La banca dati Inail contiene anche i dati relativi ai lavoratori parasubordinati: risultano 9.826 occupati stranieri, pari al 9,6% del totale.
Non solo lavoratori dipendenti, però: secondo i dati Infocamere – Camera di Commercio (al 31 dicembre 2010) i titolari stranieri di impresa individuale sono 32.196 e rappresentano il 7,5% di tutte le imprese attive. Ai primi posti si collocano il settore delle costruzioni, del commercio e le attività manifatturiere. Le provenienze più rappresentate sono nell’ordine Albania, Marocco e Cina.

Fisco e previdenza

L’apporto dei lavoratori stranieri è importante non solo sul versante produttivo, ma anche su quello fiscale, contributivo e dei consumi. In particolare, nel 2009, dai 216.000 lavoratori stranieri stimati in Emilia-Romagna sono stati versati oltre 800 milioni di euro di contributi previdenziali e 452 milioni di gettito fiscale (tra Irpef, Iva sui consumi, imposte sui fabbricati, e così via), per un totale di 1,25 miliardi di euro. Il basso livello dei redditi, che si traduce in un minor gettito fiscale, viene tuttavia “compensato” da una struttura del welfare italiano orientata prevalentemente verso le prestazioni previdenziali e i servizi socio-sanitari per gli anziani. Prestazioni e servizi di cui gli stranieri possono essere beneficiari in parte molto ridotta, anche perché la normativa in vigore permette loro il pensionamento solo al compimento del sessantacinquesimo anno di età. La percezione che gli immigrati rappresentino un onere per i conti pubblici non è dunque suffragata dai dati: gli stranieri sono l’11,3% dei residenti, ma il solo 1% delle spese di welfare da loro assorbite e i contributi previdenziali da loro versati sono un indubbio vantaggio per il bilancio Inps, almeno nel breve periodo.

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24 ottobre 2011

Presentazione del Dossier Statistico Immigrazione Caritas Migrantes 2011

La nostra associazione Africa e Mediterraneo e il Centro Studi e Ricerche Idos hanno stretto un accordo per promuovere la conoscenza del “Dossier Statistico Immigrazione 2011 Caritas/Migrantes” in Emilia Romagna. Collaboreremo nell’organizzazione di presentazioni del dossier in diverse province della Regione.

Il “Dossier Statistico Immigrazione” è un progetto nazionale che vede coinvolte la Caritas Italiana, la Fondazione Migrantes e le rispettive sedi territoriali: la sua realizzazione, pubblicazione e diffusione è affidata al Centro Studi e Ricerche Idos. Viene realizzato ogni anno dal 1991 e raccoglie tutti i dati disponibili sul fenomeno dell’immigrazione in Italia, relazionandoli nel piano nazionale e in quello degli ambiti regionali e locali, con approfondimenti sui vari aspetti del fenomeno. All’esposizione statistica si accompagna l’analisi delle informazioni, effettuata da esperti del settore con il corredo di dettagliate tabelle esplicative e riassuntive.

Nel 2010 il Dossier Statistico Immigrazione ha segnato i 20 anni dalla sua prima uscita, confermandosi come la fonte più utilizzata dagli operatori sociali, dell’informazione e degli enti pubblici interessati a essere aggiornati riguardo ai dati e ai problemi più attuali relativi al fenomeno dell’immigrazione.

Il 27 ottobre avrà luogo la presentazione ufficiale del dossier 2011 in tutte le regioni italiane.

Ecco i dettagli della conferenza stampa di Bologna:

Bologna, giovedì 27 ottobre 2011

ore 11

Sala stampa della Giunta Regionale

V.le Aldo Moro 52

Intervengono

Pietro Pinto – Comitato scientifico Dossier Caritas/Migrantes e Ass. Africa e Mediterraneo

Teresa Marzocchi – Assessore regionale Politiche sociali e Immigrazione

Gianmarco Marocchini – Resp. Caritas immigrazione Emilia-Romagna

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12 ottobre 2011

L’Italia sono anch’io!

La campagna nazionale “L’Italia sono anch’io” vuole rendere più facile l’acquisizione della cittadinanza italiana da parte di cittadini stranieri come strumento necessario per una reale integrazione e come presupposto per una fruizione concreta di tutti i diritti.

Promossa da 19 organizzazioni (fra cui Acli, Arci, Asgi, Caritas Italiana, Cgil, ecc) e presieduta dal il Sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio, la campagna propone la modifica delle norme vigenti in materia di cittadinanza e di diritto al voto dei cittadini stranieri ed, in particolare, si propone di concedere la cittadinanza a chi:

- è nato in Italia da genitori stranieri di cui almeno uno sia legalmente soggiornante sul territorio da non meno un anno o che sia nato nel territorio italiano;

- è nato in Italia o vi è entrato entro il decimo anno di età e vi abbia legalmente soggiornato fino alla maggiore età;

- agli stranieri che risiedono legalmente in Italia da almeno cinque anni (anziché dieci, come prevede l’attuale normativa).

Inoltre, in merito alla posizione dei minori, si prevede la possibilità di acquisizione della cittadinanza per chi ha frequentato un corso di istruzione primaria o secondaria o un percorso di istruzione o formazione professionale.

Per quel che riguarda le domande di cittadinanza per  matrimonio, invece, si  chiede il ripristino del termine dei sei mesi di residenza dopo lo sposalizio.

Infine, la campagna nazionale “Italia sono anch’io” chiede, come avviene in alcuni paesi europei (per esempio Belgio, Danimarca, Olanda, Spagna e Svezia) il diritto di elettorato attivo nelle elezioni comunali e provinciali anche per chi non è cittadino italiano (qualora abbia maturato cinque anni di regolare soggiorno in Italia).

Per aderire e firmare il manifesto basta collegarsi al sito: www.litaliasonoanchio.it

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03 agosto 2011

Numero 74 di Africa e Mediterraneo: Il Senegal e la diaspora senegalese

Acquista il numero 74 sul sito dell’editore Lai-momo

Il dossier che pubblichiamo presenta alcuni approfondimenti sugli eventi socio-culturali che hanno segnato l’ultimo anno e nei quali il Senegal ha inteso interpretare un ruolo anche politico presentandosi come punto di riferimento di una visione globale e panafricana del futuro del continente e della sua proposta culturale: il Monumento al Rinascimento africano e il terzo Festival mondial des arts nègres. Queste iniziative sono approfondite e spiegate nei loro retroscena, nelle motivazioni e negli errori dagli articoli di Victoire Axiga-Dokpo e Itala Vivan.

Il dossier continua con vari approfondimenti su aspetti culturali del Senegal, con interessanti visuali storiche. Un panorama del cinema senegalese, della sua importanza nel passato con l’opera dei grandi Ousmane Sembène e Djibril Diop Mambéty così come della sua difficoltà attuale, è tracciato nell’articolo di Simona Cella.

La denuncia senza sconti dei rapper del movimento di protesta “Y en a marre” nei confronti della corruzione e dell’immobilismo della classe dirigente del Paese, così come la presa di posizione degli artisti hip hop nella vetrina mediatica del Forum sociale mondiale, tenutosi a Dakar nello scorso febbraio, sono raccontati da Fabrizio Guglielmini, assieme alla produzione degli artisti del neo ‘mbalax come Coumba Gawlo e Yossou Ndour.

Due importanti scrittori senegalesi presenti in Italia hanno dato il loro contributo a questo dossier: Cheikh Tidiane Gaye dando una personale selezione, presentazione e traduzione dei poeti senegalesi, Pap Khouma raccontando dal punto di vista di pioniere dell’immigrazione in Italia una breve storia del movimento che ha portato decine di migliaia di giovani senegalesi a spostarsi in Italia. L’integrazione linguistico-culturale di questi nuovi cittadini, con tutte le implicazioni sull’intreccio dei rapporti personali, sulla costruzione di famiglie miste, sull’educazione dei figli, è trattata dall’etnolinguista Baye Ndiaye, presidente del Centro orientamento studi africani di Milano.

Elisabetta Bevilacqua traccia una storia della presenza di scrittori senegalesi nel panorama della scrittura della migrazione in Italia, approfondendo, tra le altre, proprio l’opera di Pap Khouma, il cui libro (scritto assieme a Oreste Pivetta) Io venditore di elefanti è considerato il titolo con cui la “letteratura della migrazione” ha fatto il suo esordio in Italia.

La storia del Senegal è stata a lungo, bisogna dirlo, la storia del suo rapporto con la Francia. Un rapporto a cui la figura del poeta presidente Senghor ha dato una importante connotazione letteraria, culturale e linguistica, cosa che ha portato in eredità anche una certa ambiguità. Un’ambiguità che caratterizza la storia a fumetti Le Sénégal et Léopold Sédar Senghor, creata dallo sceneggiatore francese Saint-Michel, analizzata da Francesca Romana Paci, con un’attenzione speciale proprio alle implicazioni visive e linguistiche, spesso molto sottili, che possono essere ricondotte al complicato rapporto tra Paese colonizzato e madrepatria colonizzatrice. I fumetti sono un ottimo modo per capire il tessuto sociale di un Paese, per questo abbiamo pubblicato una tavola delle avventure di Goorgoorlou, l’anti-eroe creato dalla penna di T.T. Fons, probabilmente il più famoso e popolare personaggio a fumetti del Senegal, in quanto rappresenta l’uomo medio senegalese, disoccupato, alla ricerca costante di una piccola somma per la “Spesa Quotidiana”. Anche le tavole di Lamine Dieme, sulla passione dei bambini per il gioco del calcio, rappresentano una scena energica e scanzonata della vita sociale senegalese.

Come abbiamo detto, il Senegal è da tempo molto legato anche all’Italia, anche perché quella presente da noi è la più grande tra le diaspore senegalesi. L’articolo di Anna Casella Paltrinieri ripercorre la presenza dei Senegalesi muridi nella provincia di Brescia, dove questa confraternita ha creato un centro per il culto che, se in passato è stato occasione di dialogo interculturale e interesse reciproco con le istituzioni locali italiane, negli ultimi anni è diventato pretesto per polemiche sulla sicurezza da parte di alcuni partiti, senza che da parte della comunità senegalese si sia riusciti a dare un’adeguata risposta.

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14 marzo 2011

18/03/2011: Incontro sulla cittadinanza vista dalle seconde generazioni: Italiani si nasce o si diventa?- Bologna

Lai-momo soc. coop. nell’ambito della gestione di punto migranti promuove la partecipazione dei giovani G2 e non all’iniziativa “Italiani si nasce o si diventa?” organizzata dal Distretto Pianura Est della Provincia di Bologna. Venerdì 18 marzo dalle ore 18 al Centro Giovanile di Castenaso si terranno incontri, proiezioni di videoclip e musica sul tema della cittadinanza vista dalle seconde generazioni.

Di seguito il programma completo dell’iniziativa.

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21 ottobre 2010

CORSI DI LINGUA ITALIANA L2 NEL DISTRETTO DI PIANURA EST DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA

corso_italiano

Garantire una civile e dignitosa accoglienza agli immigrati con reali possibilità di integrazione è diventata una reale necessità per un’Italia che si trova di fronte a un consolidamento del fenomeno migratorio.

Una buona conoscenza della lingua italiana rappresenta lo strumento indispensabile che consente ai cittadini stranieri di orientarsi sul territorio, instaurare rapporti con la cittadinanza, fruire delle opportunità locali e conoscere il sistema dei diritti/doveri di cittadinanza, accedere al sistema dei servizi ed esprimere nuovi contributi culturali per la crescita delle comunità locali.

Inoltre, come stabilito dalla legge n. 94 del 2009, il Ministro dell’Interno – di concerto con il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale – ha emanato il 4 giugno 2010 un decreto in base al quale a partire da gennaio 2011 per il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (ex “carta di soggiorno”) lo straniero dovrà possedere un livello di conoscenza della lingua italiana che consente di comprendere frasi ed espressioni di uso frequente in ambiti correnti, in corrispondenza al livello A2 del Quadro comune di riferimento europeo per la conoscenza delle lingue approvato dal Consiglio d’Europa.

Date queste premesse risulta chiaro quanto sia necessario impostare sul territorio distrettuale un’offerta formativa il più possibile coerente e integrata alle altre risorse locali pubbliche e del privato sociale, per far fronte a queste nuove esigenze davanti alle quali si trovano i cittadini stranieri residenti.

Il Distretto Pianura Est della Provincia di Bologna, a fianco di altri progetti dedicati all’integrazione sociale dei cittadini stranieri, promuove un Piano distrettuale per la diffusione della conoscenza della lingua italiana nell’ambito del Piano di Zona distrettuale per la salute ed il benessere sociale.

Il Piano, grazie alla collaborazione di diversi soggetti e al coordinamento operativo della Cooperativa Lai-momo, prevede la realizzazione di corsi di lingua italiana rivolti a cittadini stranieri in tutti i Comuni del Distretto, organizzati in livelli, periodi dell’anno e fasce orarie che tengono in considerazione le esigenze del maggior numero possibile di cittadini stranieri, con l’obiettivo di soddisfare i diversi bisogni formativi e di promuovere la certificazione delle competenze necessarie per il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

I corsi sono promossi da:

• i 15 Comuni del Distretto Pianura Est nell’ambito del Piano di Zona distrettuale per la salute ed il benessere sociale;

• il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, la Regione Emilia-Romagna e la Provincia di Bologna nell’ambito del Piano territoriale provinciale finalizzato alla diffusione della lingua italiana per cittadini extracomunitari;

• i Centri Territoriali Permanenti di Budrio e San Giovanni in Persiceto;

• l’Ancescao – Coordinamento provinciale Centri Sociali.

Il Piano distrettuale rappresenta il risultato di un grande sforzo organizzativo che ha permesso, grazie alla messa in rete di diversi soggetti e alla ottimizzazione delle risorse disponibili, la programmazione di 26 corsi sul territorio distrettuale. Nel processo di integrazione sociale dei cittadini stranieri è fondamentale, infatti, investire sulla conoscenza della lingua italiana, che rappresenta una tappa imprescindibile per la partecipazione alla vita della comunità e per l’esercizio dei propri diritti e dei propri doveri.

Scarica qui il pdf del volantino

Per informazioni:

Maria Chiara Patuelli

Ufficio di Piano Distretto Pianura Est

pianidizona@comune.san-pietro-in-casale.bo.it

051-6669517

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16 settembre 2010

16/09/2010- L’altra metà del Mediterraneo a Milano

teatro piccoloEvento: L’altra metà del Mediterraneo. L’universo femminile nella diaspora tra Oriente e Occidente.

Dove: Piccolo Teatro di Milano- Teatro Grassi a Milano.

Quando: 16 settembre 2010, ore 12.

Informazioni: L’OUTIS, il centro nazionale di drammaturgia contemporanea, organizza nell’ambito della X Edizione Festival Internazionale della Nuova Drammaturgia, un incontro dedicato all’universo femminile della diaspora tra Oriente e Occidente.

Ad accompagnare la lettura dei brani a cura di Debora Migliavacca Bossi, sono previsti interventi di esponenti del mondo accademico che si occupano di cultura islamica e di esperti del settore culturale e dell’immigrazione.

L’evento è organizzato in collaborazione con la nostra rivista, Africa e Mediterraneo, le Relazioni Internazionali Comune di Milano, l’IRER – Istituto Regionale di Ricerca della Lombardia e l’IsIAO – Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente e con il Patronato della Regione Lombardia. Info.

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19 maggio 2010

21/05/2010- Reportage fotografico sui migranti in Calabria ad Ancona

rosarnoEvento: Cena calabrese e proiezione foto “Rosarno Riace storie di migranti in Calabria”.

Dove: Circolo Culturale Africa, Ancona.

Quando: 21 maggio 2010, ore 20,30.

Informazioni: Il Circolo Culturale Africa organizza la proiezione dei reportages fotografici di Andrea Polzoni, svolti a Rosarno e a Riace, nel dicembre 2009, che testimoniano la vita dei lavoratori stagionali africani, all’alba della rivolta nella cittadina calabrese. La proiezione verrà accompagnata da una cena a base di specialità culinarie calabresi. Info.

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08 aprile 2010

8-15-22/04/2010- Il PAS di Calderara di Reno a Fili di parole

filidiparoleEvento: Fili di Parole.

Dove: Calderara di Reno.

Quando: 8-15-22 aprile 2010.

Informazioni: Il progetto PAS (Piano di Accompagnamento Sociale) realizzato a Calderara di Reno da Coop. Lai-momo e Coopas, sarà presente in tre serate della bella rassegna “Fili di parole”, realizzata dalle biblioteche e dai teatri dei 6 Comuni di Terre d’acqua in Provincia di Bologna.
Pubblichiamo qui il programma.

Nella parte riferita al comune di Calderara troverete anche la partecipazione del 8-15-22 aprile del PAS, un’iniziativa promossa dall’Amministrazione comunale e dalla Regione E.R. nella difficile “periferia” del Garibaldi 2, residence prevalentemente abitato da cittadini di origine straniera con difficoltà sociali, ora in via di ristrutturazione.
Il PAS offre servizi di accoglienza, ascolto, informazione, orientamento ai servizi e alle risorse del territorio e all’inserimento lavorativo, mediazione linguistico-culturale e segretariato sociale ai residenti e proprietari degli appartamenti dell’enorme immobile.

Un’ora prima degli spettacoli lo staff del PAS farà accoglienza con una mostra di foto, disegni, video e con il materiale vario utilizzato in questi anni per le iniziative socio-culturali realizzate dal PAS.
Nella sera dell’8 aprile, presente l’Amministrazione comunale, sarà presentato e distribuito il catalogo del progetto (a colori, 80 pagine di racconti e foto delle iniziative svolte dal P.A.S dal 2007 ad oggi).

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23 marzo 2010

10/04/2010- Spettacolo teatrale belga-congolese a Ravenna

africEvento: Africare.

Dove: Teatro Rasi di Ravenna.

Quando: sabato 10 aprile 2010, ore 21.

Informazioni: Il registra Lorent Wanson porta in scena in Italia il suo spettacolo di danza, musica e narrazione, per raccontare le vicende e i drammi degli uomini e delle donne congolesi e metter in luce fatti politici, economici e sociali del Congo. Info.

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