08 October 2014

Al via i laboratori interculturali di ComiX4= Comics for Equality ad Alghero.

Foto di Africa e Mediterraneo

Africa e Mediterraneo, in partenariato con l’Istituto d’Istruzione Superiore Piazza Sulis – Alghero, l’Istituto Comprensivo N 1 e l’Istituto Comprensivo N 3 di Alghero danno il via ai laboratori interculturali di ComiX4= Comics for Equality – Sardegna. Quattro classi saranno coinvolte nella realizzazione di materiali innovativi come mini fanzine, video in stop motion, ricette illustrate e un murales. Il tema è comune: la lotta al razzismo e alla discriminazione. Gli studenti dovranno confrontarsi con i temi attualmente in gioco riguardo alla convivenza, l’obiettivo è quello di decostruire i pregiudizi e gli stereotipi nei confronti delle culture con le quali siamo sempre più in contatto.

Siamo tutti concordi nel considerare la Scuola come un vero e proprio laboratorio, luogo di crescita fondamentale e terreno di cambiamento, qui i ragazzi si incontrano, le identità si mescolano e si rielaborano: ciascuno, però, manifesta e rielabora a proprio modo e secondo i propri strumenti la complessità dei fenomeni spesso descritti dai media, fenomeni che sempre più interessano la vita quotidiana di ognuno di noi.

Le attività proposte intendono proprio accompagnare i ragazzi verso una conoscenza e comprensione critica dei fenomeni attuali, verso il superamento dei pregiudizi e la comprensione delle differenti espressioni culturali, cogliendone gli aspetti di arricchimento reciproco. Crediamo, infatti, che soprattutto partendo dal basso e dai giovani si possa sviluppare una coscienza critica, al fine di contribuire alla realizzazione di un futuro e di una società migliori.

Il percorso didattico sarà suddiviso in due momenti, una prima fase di lettura-riflessione sui fumetti realizzati dai giovani con background migrante che hanno partecipato al Concorso europeo di ComiX4= Comics for Equality e una seconda fase di autoproduzione. Mentre la prima fase è necessaria nell’ambito di una didattica laboratoriale per avviare un dialogo con la classe, la seconda è di solito molto coinvolgente per i ragazzi, che vedono positivamente la possibilità di cimentarsi in un’attività creativa in cui potranno elaborare i loro prodotti.

A conclusione dei laboratori i materiali dei ragazzi saranno pubblicati sul sito e sul blog dell’associazione Africa e Mediterraneo, continuate a seguirci per scoprire il punto di vista dei nostri studenti! Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione Banco di Sardegna.

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08 October 2014

Asilo in Europa e Rwanda: il N. 80 di Africa e Mediterraneo

Bruce Clarke, Exhibition of Upright Men at Rwanda National Library, Kigali. April 4th to July 4 2014 as part of the official commemoration in Rwanda

E’ uscito il nuovo numero di Africa e Mediterraneo, che contiene due dossier, uno dedicato al Sistema europeo comune di asilo, il secondo dedicato al ventennale del genocidio del Rwanda, in cui morirono tra 800.000 e un milione di persone. Oltre a un’ampia rassegna introduttiva di Marie José Hoyet – che ricostruisce criticamente il lavoro di memoria che è stato fatto dagli scrittori, artisti e operatori culturali, rwandesi e non, per ricordare e cercare di spiegare questo evento che ha colpito per la sua unicità, dimensione e velocità – il dossier coinvolge due scrittori africani. Dorcy Rugamba, Rwandese sopravvissuto allo sterminio completo della sua famiglia avvenuto la prima mattina del genocidio (“sono bastati tre quarti d’ora”), esplora le origini di questo “crimine industriale”, spiegando il ruolo cruciale giocato dal colonialismo e dall’imperialismo, le cui pratiche violente hanno rotto gli equilibri precedenti e sono rimaste come ferite, come ideologie e come habitus delle persone, e non potevano essere cancellate in pochi decenni di indipendenza. Il Burundese Roland Rugero mette a confronto il diverso modo di vivere il rapporto con il passato in Rwanda, dove è proibito palare pubblicamente della questione Hutu/Tutsi, e in Burundi dove se ne parla liberamente anche facendo dell’ironia. Infine, Marcel Kabanda, in un’intervista, spiega i contenuti dell’ultimo importante libro scritto con Jean-Pierre Chrétien dal titolo Rwanda, razzismo e genocidio: l’ideologia hamitica. Vi presentiamo un breve estratto dell’articolo “Raccontare la memoria: Rwanda (1994-2014). Una rassegna”, scritto da Marie-José Hoyet.

Il genocidio del Rwanda (7 aprile-4 luglio 1994), in cui morirono tra 800.000 e un milione di persone, ha avuto caratteri specifici: lunga pianificazione e velocità nell’esecuzione, sterminio di massa operato dalla massa e crimini di prossimità nel quadro istituzionale dello Stato, perpetrati con complicità internazionali in un “silenzio assordante” del mondo. In cento giorni, il genocidio più veloce e più denso della storia scatena una furia distruttrice concepita come un lavoro da compiere e devasta il Paese eliminando sistematicamente Tutsi, Hutu moderati e Twa: una parte di loro tenta di scappare sprofondando nelle paludi e solo una piccola frazione ci riuscirà. Fra i carnefici hutu in fuga nella foresta equatoriale o nei campi profughi (circa due milioni), un certo numero saranno uccisi e gli altri dovranno tornare per essere imprigionati e giudicati dai tribunali tradizionali. Fatto sconvolgente: pochi intellettuali africani denunciarono subito l’accaduto, a parte Mandela e Soyinka o chi era direttamente coinvolto sul posto, ci fu silenzio davanti a un evento che andava oltre l’umana comprensione, un silenzio che, con poche eccezioni, è proseguito troppo a lungo. Solo alla fine degli anni Novanta sono nate iniziative dovute a una presa di coscienza tardiva (domanda ricorrente: “Ma cosa stavamo facendo quando succedeva tutto questo?”), mentre il periodo successivo ha visto un fiorire di pubblicazioni, in particolare in lingua francese (convegni, incontri, mostre, proiezioni di film e documentari) che ha raggiunto l’apice in Francia nella primavera del 2014: siamo oggi di fronte alla produzione di un corpus infinito, che non accenna a diminuire, segno che l’argomento lungi dall’essere esaurito richiede sempre maggiori approfondimenti e si avvale di sempre più diversificate fonti e modalità.

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16 September 2014

IV edizione del Premio Masslo per combattere le discriminazioni razziali

La Federazione Lavoratori Agro- Industria (Flai- Cgil) indice la terza edizione del Premio Masslo che si svolgerà nei giorni 28/29/30 Ottobre 2014. Il Premio, istituito per ricordare l’omicidio di Jerry Essan Masslo, rifugiato sud africano, ucciso nelle campagne di Villa Literno il 25 agosto 1989, dove lavorava come bracciante, vuole essere un’occasione per educare ai temi dell’accoglienza, dell’integrazione, della convivenza civile, incoraggiare al dialogo e promuovere lo sviluppo di una società fondata sul rispetto della diversità.
Attraverso il Premio Masslo la Flai-Cgil si propone di valorizzare il lavoro degli immigrati in Italia, con singolare riguardo all’ambito dell’agricoltura; comprendere il vissuto quotidiano dei lavoratori e delle lavoratrici migranti; infondere nelle nuove generazioni la necessità del contrasto a ogni forma di razzismo e sensibilizzare l’opinione pubblica per favorire il processo di inclusione sociale delle minoranze.
Il bando di concorso è aperto alle scuole di ogni ordine e grado della regione Campania, studenti universitari (laureandi e laureati) e video-documentaristi. ll tema di questa edizione è: Villa Literno, 25 agosto 1989 – Lampedusa, 4 ottobre 2013 – MAI PIU! Dall’accoglienza, allo sviluppo, alla salvaguardia del territorio: il Mediterraneo come ponte di accoglienza tra Africa ed Europa nel quale la globalizzazione è diritto al cibo, all’acqua, alla salute, senza sfruttamento né ricatti.
Il Premio si articola in 3 sezioni; la prima è riservata alle scuole elementari, medie e superiori che possono partecipare presentando elaborati di gruppo (di classe e/o di istituto); la seconda sezione è riservata agli studenti universitari laureati o laureandi in materie umanistiche, sociali ed economiche che presentano la migliore tesi sul ruolo degli immigrati nel mercato del lavoro italiano; la terza sezione è riservata agli autori stranieri che presentano opere ed elaborati in lingua italiana: neo giornalisti, autori di videogrammi, saggi, poesie, narrativa, prosa, pubblicati nel biennio 2013/2014, fotografi e blogger le cui produzioni riguardano tematiche attinenti al bando.
La giuria sarà composta da esperti, docenti, giornalisti e sociologi, i cui nomi saranno resi noti sul sito web www.flai.it entro il 05 ottobre 2014. Questi sceglieranno tra le proposte pervenute entro il 15 ottobre 2014, data di scadenza del bando, quelle da reputarsi maggiormente confacenti con lo spirito del Premio Masslo. Nella valutazione per l’attribuzione del Premio la giuria terrà conto dell’impegno delle scuole sul fronte dell’integrazione e della serena convivenza tra gli alunni di origini diverse.
I partecipanti dovranno fare pervenire alla segreteria del Premio Masslo gli elaborati e le opere unitamente alla domanda di partecipazione compilata in ogni sua parte e recante la firma autografa del proponente. Quanto alle scuole, la scheda di partecipazione al concorso dovrà essere compilata dal dirigente scolastico. Il materiale suddetto, purché completo in ogni sua parte, pena l’esclusione dal concorso, dovrà essere inviato in busta chiusa con posta raccomandata o altro strumento di spedizione postale tracciabile (farà fede il timbro postale), a:

Segreteria “Premio Jerry Masslo 2014”
Flai- Cgil Nazionale
Via Leopoldo Serra 31, Roma 00153 (RM)

oppure agli indirizzi email:

flai-nazionale@flai.it – sergio.gallo@flai.it

I titoli e i nomi degli autori degli elaborati e delle opere saranno inseriti sul sito web www.flai.it, nell’apposita sezione dedicata al Premio Masslo ove rimarranno stabilmente fino alla premiazione della IV edizione del Premio, ossia fino al 24 ottobre 2016. Sarà cura dell’organizzazione dare massima visibilità al sito web attraverso azioni promozionali programmate per la buona riuscita del concorso e delle attività a esso correlate.
I potenziali vincitori selezionati saranno contattati dall’organizzazione, entro un termine congruo, all’indirizzo indicato dagli stessi nel modulo d’iscrizione e invitati a partecipare alla cerimonia di premiazione ufficiale prevista il 31 ottobre 2014 a Villa Literno (Caserta). Le spese di viaggio e di soggiorno saranno a carico della Flai-Cgil. Ai migliori elaborati/opere, la giuria assegnerà i seguenti premi:

1ª sezione – Scuole: materiale per un’aula multimediale

2ª sezione – Studenti Universitari: un IPad

3ª sezione – Giornalisti e video- documentaristi: 1.500 euro

Gli autori, partecipando al concorso, concedono il diritto di pubblicazione degli elaborati all’interno di tutto il materiale promozionale del concorso, nonché del prodotto editoriale, senza nulla pretendere in termini di diritto d’autore. E’ responsabilità del concorrente presentare un elaborato originale non lesivo dei diritti di terzi. La Flai-Cgil potrà liberamente riprodurre gli elaborati su qualsiasi supporto e in qualsiasi dimensione, al fine di esporli negli eventi organizzati dalla medesima o sulle sue pubblicazioni.

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13 June 2014

Gender studies e migrazione femminile

Foto di miss_ohara

A Bentivoglio, nell’ambito della Festa dei Sapori, il centro sociale Il Mulino ha organizzato una presentazione di Africa e Mediterraneo. Ha introdotto la vicepresidente Marinella Ghelfi, spiegando le attività che il centro organizza per le donne migranti (corsi di italiano, asilo, laboratori). In seguito, Letizia Lambertini, consulente nel campo delle Politiche di Genere e Interculturali, ha esposto i contenuti del suo articolo “Donne in movimento, una riflessione sul rapporto tra gender studies e migrazione”, pubblicato nell’ultimo numero di Africa e Mediterraneo. Infine è intervenuta la ricercatrice su tematiche di genere Sara Bruni. Dalle volontarie del centro sociale presenti tra il pubblico sono arrivate tante domande, ispirate da riflessioni sorte durante il lavoro che esse svolgono per favorire l’integrazione tra donne native e migranti. E’ stato interessante il confronto tra il livello concreto e operativo e quello teorico che può aiutare a capire i meccanismi della relazione. Tra il pubblico c’erano diverse signore nord africane che non hanno voluto perdere quest’occasione. Vi proponiamo qui un estratto dell’articolo sopra citato di Letizia Lambertini pubblicato sul numero 79 di Africa e Mediterraneo.

Fin dai suoi esordi l’epistemologia femminista è aperta ad accogliere la riflessione sulla migrazione e a offrirle un campo di articolazione libero da connotazioni discorsive culturalmente dominanti e stereotipate. I gender studies sono, all’interno del femminismo, un approccio interdisciplinare nello studio della produzione delle identità e del rapporto tra soggetto/società/cultura. Essi sono caratterizzati da una forte impronta politica correlata, in particolare, ai processi emancipatori delle società post-coloniali e globalizzate. La teoria dei “saperi situati”, così come formulata nei gender studies, pone al centro della conoscenza l’esperienza soggettiva, riconoscendo valore e dignità ai percorsi individuali, contro le pretese di validazione dei sistemi cosiddetti oggettivi e universali. Questa teoria configura uno spazio libero di espressione, nel quale ogni soggetto ha diritto di cittadinanza e infinite possibilità di ridefinizione.

In un contesto sociale e politico nel quale ciò che porta chi migra è generalmente poco interessante – o tutt’al più è folkloristico – i gender studies offrono una cornice interpretativa che non è né quella del distanziamento critico, né quella del voyerismo. Essi delineano un campo di azione che contempla il dialogo e la contaminazione delle esperienze e che guarda con rispetto e attenzione alle indefinibili combinazioni provocate dal superamento, reale e simbolico, delle frontiere geografiche e culturali. Così scrive Rosi Braidotti: L’obiettivo di oggi per il pensiero femminista è di elaborare un progetto di saperi situated, cioè situati, dove la questione della soggettività femminile si lascerà attraversare da altri assi di interrogazione, provenienti da altre regioni di frontiera. La condizione di pariteticità che tale cornice determina svuota di senso termini definitivi come immigrata o emigrata e ne introduce di più mobili – migrante per esempio – accentuando l’accezione provvisoria e dinamica dell’esperienza del viaggio o sottolineando il senso anche metaforico sotteso alla parola.

Per acquistare on line il N. 79 di Africa e Mediterraneo, conoscere o acquistare i numeri precedenti, sottoscrivere un abbonamento, vai al sito di Lai-momo, l’editore.

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16 May 2014

Il Portale Integrazione Migranti inaugura Cultura, la nuova area

Nell’ambito della Giornata mondiale UNESCO per la diversità culturale il prossimo mercoledì 21 maggio, verrà presentata la nuova area del Portale Integrazione Migranti; si tratta dell’area Cultura, il primo luogo virtuale per raccontare la produzione culturale e artistica dei cittadini stranieri e con background migrante. L’obiettivo è dare conto di come si stia evolvendo la nostra società anche attraverso la produzione artistica, grazie a protagonisti e temi nuovi che ci parlano di un’Italia sempre più ricca e interessante.

L’area Cultura è stata progettata in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e si articola in 5 sezioni: letteratura, cinema, teatro, musica, arte visiva e patrimonio culturale, all’interno delle quali sarà possibile trovare una prima mappatura delle esperienze consolidate attive in Italia nei rispettivi campi (dalle case editrici ai festival del cinema alle orchestre multietniche ai database già presenti). Oltre ai cinque ambiti sono state pensate tre aree trasversali: il quadro giuridico internazionale che regolamenta e promuove la produzione e la diversità culturale; l’area dedicata alle riviste e ai media specializzati in tematiche relative alle migrazioni e alla cultura; infine un’area dove si intende riportare le iniziative più importanti dedicate alla memoria dell’emigrazione italiana.

L’inaugurazione si terrà dalle 15:00 alle 19:00, presso la Sala Santa Marta al Collegio Romano, in Piazza del Collegio Romano n. 5, a Roma. Di seguito il programma – per partecipare è necessario iscriversi scrivendo a redazioneintegrazione@lavoro.gov.it.

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20 February 2014

I nuovi italiani sono già qui: diamo loro una voce

Lunedì 17 febbraio Africa e Mediterraneo ha firmato il protocollo per la comunicazione interculturale della regione Emilia Romagna. Iniziative di media education, ricerche specifiche e un coordinamento tra media ed enti pubblici e privati impegnati nella comunicazione relativa all’immigrazione saranno i principali risultati portati dal protocollo. L’imminente campagna elettorale per le europee probabilmente sarà condotta anche facendo leva sui peggiori sentimenti di paura del diverso, chiusura all’Europa delle culture, razzismo…

E’ meglio lavorare già fin d’ora in senso contrario, ed essere comunque legati da relazioni e conoscenza reciproca.

Ecco un articolo dell’assessora regionale Marzocchi sul protocollo regionale.

I NUOVI ITALIANI SONO GIÀ QUI: DIAMO LORO UNA VOCE

Ormai non possiamo più aspettare per fare rete. Sono quasi 550 mila i residenti di origine straniera nella nostra regione, il 12,3% della popolazione totale. Una media in linea con quella europea e superiore di 4 punti a quella nazionale. Arrivano da Romania, Marocco, Cina, Ucraina, Filippine, Nigeria, Albania, solo per citare alcuni Paesi. Ma tutti hanno scelto l’Emilia-Romagna per lavorare, vivere, studiare, mettere su famiglia. Molti sono nati qui. Li incontriamo tutti i giorni sull’autobus, per la strada, al bar o a fare la spesa, a scuola o al cinema.

Continuiamo a vederli poco, invece, sui mezzi di informazione locale. Quando si parla di immigrazione o di diritto d’asilo in tv, alla radio, sui giornali o in Rete, difficilmente capita di ascoltare i diretti interessati. Quando si parla di loro o di fatti che li riguardano, viene spesso usato un linguaggio che contribuisce a diffondere pregiudizi, stereotipi e false rappresentazioni.

Per questo non possiamo più aspettare a dar loro una voce. E fare rete, intrecciare storie e competenze, è la nostra unica e grande risorsa.

Usare parole come “clandestino” o “vu’ cumprà”, ricorrere a termini che richiamano catastrofi naturali come “tsunami umano” quando si parla di sbarchi sulle nostre coste, far riferimento alla provenienza degli autori di fatti di cronaca anche quando non è indispensabile ai fini della notizia sono tutte azioni che contribuiscono a far apparire queste persone come una minaccia.

Il linguaggio ha un significato, un peso. E la comunicazione ha un ruolo fondamentale nell’accompagnarci verso un modello culturale e sociale rinnovato, aperto e coeso in cui anche chi è arrivato da lontano possa sentirsi a casa.

È partendo da questi presupposti che nasce il nuovo Protocollo di intesa regionale sulla comunicazione interculturale sottoscritto nei giorni scorsi in Regione da una trentina di firmatari tra istituzioni, agenzie di stampa, onlus, ong, centri interculturali e altri soggetti pubblici e privati.

L’abbiamo chiamato Ad altra voce perché gli obiettivi che ci siamo posti come Regione sono quelli di migliorare la qualità dell’informazione, stimolare la comprensione delle dinamiche interculturali nella società dell’informazione e promuovere il protagonismo dei nostri concittadini di origine straniera. Perché l’espressione “nuovi italiani” acquisti finalmente un significato reale.

Teresa Marzocchi – assessore politiche sociali – Regione Emilia-Romagna

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15 November 2013

Immigrazione Dossier Statistico tra continuità e innovazione

Anche quest’anno è stato presentato il Dossier Statistico Immigrazione che IDOS produce dal 1991. A ogni presentazione si è detto che questa ricerca, sostenuta da enti del privato sociale, sopperiva a una carenza del pubblico. Quest’anno invece il rapporto è stato sostenuto da UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha organizzato la presentazione in tutte le regioni italiane. E con l’introduzione di un componente del governo italiano: la Ministra per l’Integrazione Cécile Kyenge.

Cosa esce da questo rapporto? Innanzitutto, nonostante la crisi, la popolazione immigrata è ancora aumentata: si stima una presenza regolare di 5.186.000 stranieri, 175mila in più rispetto all’anno precedente. Questo aumento è avvenuto in prevalenza per “forza interna”: quasi 80.000 nuovi nati da genitori entrambi stranieri e 81.300 visti per ricongiungimenti famigliari.

Questa cifra, assieme alla crescente prevalenza dei titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo, e quindi a tempo indeterminato, assieme all’accresciuta popolazione scolastica e all’aumento, nonostante la crisi, delle imprese con titolare nato all’estero o con più della metà di soci e amministratori nati all’estero (477mila), sono forti segni di stabilità.

I redattori del Dossier Statistico Immigrazione affermano che nel futuro continuerà ad esserci un aumento degli immigrati, anche se contenuto rispetto ai grandi numeri degli anni passati, per vari motivi: la dinamica evolutiva delle famiglie, il bisogno di manodopera, qualificata e non, l’afflusso di persone in fuga da situazioni di instabilità e guerra, il continuo invecchiamento della popolazione, che alimenterà il bisogno di persone addette al lavoro di cura.

Anche quest’anno, come succede da almeno 10 anni, IDOS ha monitorato il rapporto tra entrate pubbliche da tasse e imposte pagate dagli stranieri e la spesa pubblica per l’immigrazione. E anche quest’anno, il saldo è positivo: lo stato incassa dagli immigrati 1,4 miliardi in più di quanto spende per loro.

Pietro Pinto, che ha presentato il Dossier nella sala stampa della Regione Emilia Romagna, ha sottolineato fortemente il tema della stabilità e della presenza di più di un milione di minori stranieri. Sono persone non italiane che tra pochi anni entreranno nel mondo del lavoro, ma sono già qui: una risorsa da considerate con un po’ di anticipo e con politiche intelligenti e fruttuose, invece di concentrarsi sulle frontiere e sul controllo. Il fatto che si sia istituito e mantenuto un Ministero per l’Integrazione fa pensare in positivo.

Tanti sono i temi affrontati dal Dossier, che si conferma strumento fondamentale per chi si occupa di immigrazione e welfare. Maggiori informazioni si trovano su: http://www.dossierimmigrazione.it/

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16 October 2013

Un secolo di immigrazione a fumetti: a Parigi la mostra “Albums”

Al Musée de l’histoire de l’immigration di Parigi è stata appena inaugurata la mostra Albums – Bande dessinée et immigration. 1913-2013, che sarà aperta al pubblico fino al 27 aprile 2014.

Con più di cinquecento opere in esposizione tra carte e documenti originali, tavole, bozzetti, film di animazione, interviste video e  fotografie, la mostra prende in considerazione il fenomeno migratorio visto attraverso l’arte di 117 fumettisti.

Il percorso comincia da Goscinny e Uderzo, padri dell’eroe nazionale Asterix, che hanno avuto entrambi una storia di migrazione e finisce con gli autori africani residenti in Francia come rifugiati politici.

Anche un po’ di Africa e Mediterraneo sarà a Parigi, tra le opere esposte infatti vi segnaliamo:

  • alcune tavole originali di Une éternité à Tanger di Eyoum Ngangué e Fustin Titi (Africa e Mediterraneo, 2004);
  • la proiezione su schermo della storia Le voyage di Paul Assako Assako, tra i vincitori del premio Africa e Mediterraneo 2007/2008.

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03 October 2013

Il cimitero Mediterraneo

Immagine tratta da "Un'eternità a Tangeri", Faustin Titi, Eyoum Ngangué (Lai-momo, 2007)

La tragedia che si è consumata questa notte a Lampedusa ha proporzioni numeriche così grandi che la politica e i media non hanno potuto ignorarla. Le immagini e le interviste radiofoniche delle soccorritrici in lacrime ci trasmettono l’enormità del dolore e della disperazione che hanno visto in quel tratto di mare.

Ma questa è solo una delle infinite storie del Mediterraneo di questi anni: annegamenti, rovesciamenti di barche, violenze degli scafisti, famigliari che si perdono per sempre, bambini che muoiono soli nel loro terrore… Jose’ Angelo Oropeza, Direttore del Coordinamento Mediterraneo OIM, ha recentemente fatto il numero di 25.000 morti negli ultimi 20 anni.

Pubblichiamo qui il documento diffuso oggi dall’Associazione studi giuridici sull’immigrazione, che condividiamo.

Basta vittime innocenti nelle continue tragedie nel Mediterraneo

L’Unione europea riveda la sua politica sul monitoraggio delle frontiere esterne, sul soccorso in mare e sulla gestione delle emergenze umanitarie

L’ennesima tragedia accaduta oggi a Lampedusa, al pari delle altre che si ripetono continuamente nel Mediterraneo, non deve essere considerata una tragica fatalità .Essa chiama in causa le evidenti gravi responsabilità della politica dell’Unione Europea e dell’Italia sull’immigrazione e sull’asilo.

L’Europa da anni pone in atto politiche di contrasto del traffico dei migranti, impegnando massicce risorse economiche e l’utilizzo di forze di polizia mentre non vengono adottate adeguate misure per la realizzazione di un più efficace monitoraggio delle presenze delle imbarcazioni di migranti nel Mediterraneo e nel canale di Sicilia.

Vanno, percio’, riviste profondamente le politiche dell’Unione sulla gestione delle crisi umanitarie ai suoi confini e sulla gestione degli interventi di soccorso verso i migranti in mare o alle frontiere esterne terrestri.

L’ASGI chiede:

– un più efficace monitoraggio delle presenze delle imbarcazioni di migranti nel Mediterraneo e nel canale di Sicilia, in particolare al fine di realizzare misure di soccorso efficaci e coordinate a livello comunitario;

programmi a livello europeo di aiuto umanitario nei confronti di migranti e profughi che si trovino nei paesi di transito, oltre che di piani d’azione di tutela dei diritti umani e di gestione delle politiche migratorie e dell’asilo in paesi terzi fortemente interessati dal transito di migranti verso l’Unione europea, piani di azione gia’ previsti dal Programma di Stoccolma;

una nuova politica dell’Italia e dell’Unione europea nella realizzazione di canali umanitari e di adeguati programmi di reinsediamento di rifugiati che si trovano in condizioni di gravissimo pericolo nei paesi in transito, costretti a raggiungere l’Europa (dove spesso vivono famigliari e parenti) servendosi dell’unico canale realmente disponibile, ovvero le organizzazioni criminali internazionali che proliferano proprio sulle carenze delle politiche dell’Unione sulla materia.

L’ASGI esprime cordoglio per le vittime, ma anche sdegno per le dichiarazioni irresponsabili di taluni esponenti della Lega Nord che, a soccorsi ancora in corso, della sciagura avvenuta fanno mezzo di propaganda politica infamante e disonesta intellettualmente.

A.S.G.I. – Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione

Contatti 39.0432.507115 – 3470091756 –  info@asgi.itwww.asgi.it, twitter @asgi_it

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17 September 2013

Africa e Mediterraneo n.79 – Donne nella migrazione – Call for papers

Scadenza per l’invio delle proposte (400 parole massimo)4 ottobre

Scadenza per l’invio degli articoli1 novembre

La migrazione in Italia e in Europa è ormai un fenomeno consolidato e trasversale all’intera società. Tuttavia la questione migratoria è stata, spesso, principalmente letta attraverso una lente maschile, trascurando la dimensione femminile o relegandola a un ruolo subalterno: le donne migranti entravano nella discussione accademica in quanto mogli, madri, figlie di uomini migranti.

In Italia al 31.12.2011 le donne immigrate erano il 49,5% del totale disoggiornanti non UE (Dossier statistico Caritas/Migrantes, 2012) e a livello europeo esse rappresentavano il 48,71% (Eurostat) del totale dei flussi migratori del 2011. Queste donne sono lavoratrici, studentesse, professioniste che fruiscono di servizi, intessono relazioni e negoziano quotidianamente il loro ruolo di genere in bilico tra vecchie e nuove identità.

Questo dossier della rivista Africa e Mediterraneo intende approfondire le tante sfaccettature che presenta il mondo delle donne nella migrazione. Il dossier si prefigge di combinare ricerca teorico/scientifica, dati relativi alle dinamiche migratorie ed esperienze “dal basso” svolte nei luoghi in cui si vive quotidianamente l’immigrazione, per cercare di fornire una panoramica il più esaustiva possibile di un argomento quanto mai complesso.

Alcuni esempi di temi di particolare interesse:

– L’immigrazione nella riflessione sulla relazione di genere

– Prospettiva storica dell’immigrazione femminile in Italia e/o Europa

– Imprenditoria femminile

– Sfruttamento della prostituzione e tratta

– Immigrazione, genere, violenza domestica e matrimoni forzati

– Innovazione sociale, immigrazione e genere

– Sindrome Italia

– Donne e lavoro di cura

– Donne e immigrazione in Europa

– Ricongiungimenti familiari

– Migrazioni forzate e genere

Gli articoli e le proposte potranno essere inviate nelle seguenti lingue: italiano, inglese, francese e spagnolo all’indirizzo di redazione m.bignami@africaemediterraneo.it .


Women and migration – Call for papers


Deadline for the submission of abstracts (max. 400 words): 4th of October

Deadline for the submission of articles: 1st of November

In Italy and Europe, migration is now a well-known phenomenon. It crosses all aspects of society. However, analysis of migration issues have often neglected the feminine dimension conferring a subordinate role: migrant women entered the academic debate as wives, mothers, daughters of migrant men.

In Italy, migrant women were the 49.5% of total non-EU residents (Statistical Dossier Caritas /Migrantes, 2012) by 31.12.2011. At European level, migrant women accounted for 48.71% (Eurostat) of the total migration flux of 2011. These women are workers, students, professionals who use services, create relationships and negotiate their gender role between old and new identities.

Africa e Mediterraneo is seeking for papers that analyze ithe complexity of women in migration. The dossier aims to combine theoretical research, scientific data on the dynamics of migration and experiences on the field, to try to provide an overview as comprehensive as possible.

Possible topics:

– Migration in the discussion on gender

– The history of women’s migration in Italy and/or in Europe

– Entrepreneurship and migrant women

– Trafficking of human beings for sexual exploitation

– Migration, gender, domestic violence and forced marriage

– Social innovation, migration and gender

– Children left behind

– Female domestic worker and the chain of care

– Women and migration

– Family reunions

– Forced migration and gender

Abstracts and articles can be submitted in Italia, English, French and Spanish to the following address: m.bignami@africaemediterraneo.it .

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