20 ottobre 2014

L’Afrique en partage, cinque fumettisti africani celebrano la nona arte

La nona arte offre un autentico spazio di libertà per mettere in scena immagini e parole. Il Museo Dapper ha chiamato cinque fumettisti per arricchire la mostra “Formes et paroles”. AL’MATA (RD Congo / Francia), Jason KIBISWA (RD Congo), ODIA (Senegal), TT FONS (Senegal) e Hector SONON (Benin) hanno creato ciascuno una storia originale di 15 tavole, con uno stile caratterizzato da molte influenze. Una selezione delle loro tavole sarà presentata a novembre al centro socioculturale Boubacar Joseph Ndiaye (nell’isola di Gorée, in Senegal) insieme all’album “l’Afrique en partage” che raccoglie i loro lavori.
In concomitanza con l’apertura del quindicesimo Summit della Francofonia, l’esposizione “Formes et paroles” dimostra che le lingue si arricchiscono in contatto tra di loro e influenzano sempre di più le pratiche artistiche.
Lai-momo/Africa e Mediterraneo ha in passato pubblicato un album di TT Fons tradotto in italiano, con le avventure di “Goorgoorlou, un eroe senegalese“. Per chi fosse interessato la scheda è presente sul sito di coop. Lai-momo.

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14 giugno 2009

In viaggio con Hector

in: Fumetto

Hector Sonon con la redazione

Hector Sonon con la redazione

Dal 18 al 29 maggio è stato qui con noi Hector Sonon, fumettista del Bénin. E’ venuto per fare degli incontri nelle scuole del Piemonte e a Bologna e per inaugurare la mostra a Vercelli, e tra una tappa e l’altra ha dormito da noi. Abbiamo portato insieme la mostra Africa comics da Bologna a Vercelli, facendo un viaggio massacrante su una multipla con il condizionatore rotto e 36 gradi fuori.

“On s’est bien cuits dans la voiture”, ha commentato Hector scendendo stremato dalla macchina, però abbiamo avuto più di tre ore per chiacchierare della condizione dei fumettisti, di politica africana, della “democrazia” italiana. Si divertiva da matti a farsi raccontare le vicende di Berlusconi con le veline, così come i provvedimenti e i discorsi populisti e razzisti dei ministri italiani. In realtà sapeva già quasi tutto, ma era interessato a sentire il punto di vista di un’italiana depressa e non tanto rassegnata

E’ stato interessante conoscere lui e il suo percorso d’artista. Ha cominciato come autodidatta a disegnare. Fin da piccolo la sua passione erano i fumetti: in particolare Tex Willer in edizione francese. Poi, deciso a impegnarsi come fumettista e vignettista, e preso da un giovanile eroismo, a 17 anni è andato in Togo, un paese governato dalla dittatura, per lavorare nei giornali. Come tanti vignettisti africani, lavorava in incognito, per i suoi compagni di stanza era uno studente come gli altri, ma di nascosto lavorava per i giornali. E’ stato lì tre anni poi è tornato in Bénin.

E così ha continuato nella sua carriera professionale, facendo grafica, fumetto e caricatura, libri per l’infanzia. Nel 2008 ha vinto la quarta edizione del nostro Premio Africa e Mediterraneo, con una poetica storia sul Darfur.

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