20 marzo 2012

Lo stato dell’immigrazione in Italia e in Emilia Romagna. Presentazione del Dossier Statistico Caritas/Migrantes 2011 e del manuale “Comunicare l’Immigrazione”

Lunedì 26 marzo, dalle 20.30 alle 22, presso la Sala San Francesco della Biblioteca Comunale di Imola, saranno presentati il Dossier statistico Caritas/Migrantes 2011 e il manuale “Comunicare l’immigrazione: guida pratica per gli operatori dell’informazione”.

L’iniziativa, organizzata dalla Caritas diocesana di Imola e dall’Associazione Trama di Terre con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, dell’Assessorato alle Politiche Sociali e con il patrocinio del Comune di Imola, intende creare un’occasione per far luce sullo stato dell’Immigrazione in Italia e in Emilia Romagna, attraverso il supporto di dati e analisi forniti dal Dossier della Caritas e dalla guida pratica realizzata per il Ministero del Lavoro dalla Cooperativa Lai-momo e dal Centro Studi Idos.

La partecipazione attiva dell’Associazione di donne native e migranti, Trama di Terre, darà la possibilità di dedicare un’attenzione particolare allo stato dell’immigrazione femminile sul territorio, grazie al valore aggiunto della sua esperienza nel confronto di genere, generazioni e culture diverse.

Nel corso dell’incontro, sotto il coordinamento del Presidente dell’Associazione Amiss Jora Mato, interverranno il Sindaco di Imola Daniele Manca, il Responsabile della Caritas Luca Gabbi, il Responsabile dell’Associazione Africa e Mediterraneo Andrea Marchesini Reggiani, il Coordinatore del Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes Franco Pittau, il Rappresentate della Regione Emilia-Romagna Andrea Stuppini, il giornalista Daniele Barbieri e la Presidente dell’Associazione Trama di Terre Tiziana Dal Prà.

Al termine dell’incontro saranno messi a disposizione del pubblico fino ad esaurimento copie i Dossier, grazie alla collaborazione di Unioncamere, e la guida pratica.

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16 marzo 2012

Presentazione del Dossier Caritas/Migrantes 2011 “Oltre la crisi, insieme”

Il 26 marzo, alle ore 16, presso il Consiglio Comunale di San Pietro in Casale, sarà presentato il XXI Dossier statistico Caritas/Migrantes “Oltre la crisi, insieme”, nell’ambito della seduta straordinaria del Comitato di Distretto della Pianura Est emiliana che, per l’occasione, sarà allargata a tutti gli amministratori, i funzionari, gli operatori dei servizi e i cittadini interessati.

L’evento, organizzato all’interno della “Settimana per il dialogo interculturale contro il razzismo e tutte le discriminazioni 2012” e realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Bologna e di UNAR, fa parte del ciclo di incontri “La Comunità che cambia” dedicato all’approfondimento del rapporto tra immigrazione e territorio.

La presentazione del Dossier statistico costituirà un’importante occasione per soffermarsi sui dati e gli aspetti più rilevanti della presenza straniera in Italia, a livello nazionale, regionale e distrettuale e per ricordare che “solo attraverso la coesione solidale si può superare efficacemente la crisi”.

Durante la seduta interverranno il Presidente del Comitato di Distretto Pianura Est Carlo Castelli, l’Assessore per le Politiche sociali e per l’integrazione della Regione Emilia-Romagna Teresa Marzocchi, Il Responsabile dell’Ufficio di Piano del Distretto Pianura Est Raul Duranti, la Redattrice della rivista “Africa e Mediterraneo” Sandra Federici e il Coordinatore nazionale del Dossier Caritas/Migrantes Franco Pittau.

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23 gennaio 2011

Perché l’immigrazione ci fa bene?

Sono finalmente riuscita ad andare a una presentazione del Dossier Caritas Migrantes 2010. (http://www.dossierimmigrazione.it/)

Ieri mattina, sabato 22 gennaio 2011 a Castello d’Argile c’era un convegno sull’immigrazione i cui principali relatori erano Franco Pittau della Caritas, che presentava il Dossier 2010, e Andrea Stuppini della Regione Emilia-Romagna chiamato a parlare del bilancio costi-benefici dell’immigrazione (lo stesso tema da lui trattato all’interno del Dossier).

E’ il primo di 6 incontri sul rapporto tra immigrazione e territorio organizzati dall’Ufficio di Piano di Pianura Est della Provincia di Bologna e dalla Coop. Lai-momo, che si terranno in altrettanti paesi del Distretto, con il bel titolo “La comunità che cambia”.

Tra il pubblico, un gruppo di studenti della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna, diversi amministratori locali dei comuni vicini, alcuni partecipanti a un corso di formazione per mediatori interculturali organizzato dalla Provincia.

Pittau è stato coinvolgente come al solito. Ha detto che nonostante il numero di chi partecipa a questi convegni sia limitato, hanno una grande importanza perché chi è presente deve poi essere un moltiplicatore di informazioni. “Ognuno di voi, ha detto, deve convincere gli altri con grinta e determinazione che è necessario che il nostro Paese cambi atteggiamento verso l’immigrazione, perché la Storia ha messo sul nostro cammino l’immigrazione e se noi non ‘facciamo pace’ con questo fenomeno seguiamo una strada sbagliata. Certo noi che siamo qui siamo tutti convinti, quello che dobbiamo fare è convincere gli altri, spiegare con calma servendoci dei dati. E fare rete, perché l’Italia è piena di organizzazioni e persone che lavorano con professionalità e creatività e stare in collegamento non può che aiutarci.”

Poi ha iniziato a parlare del Dossier, cominciando dalla sua storia. Ha subito tenuto a precisare che “I numeri del Dossier Caritas sono tutti presi da statistiche ufficiali, lo dico perché la Lega ogni tanto dice che noi ci inventiamo i numeri. Noi prendiamo i dati e li mettiamo insieme, e dal confronto dei numeri vengono fuori letture significative del fenomeno”.

Il Dossier è nato nel ’91 poco dopo la Legge Martelli sull’immigrazione. Quell’anno gli immigrati erano 500.000. Adesso, dopo 20 anni, sono 5.000.000.

Precisamente, i dati del 2009 riportano 4.235.000 regolari. A questi, la Caritas aggiunge una stima di 684.000 persone regolari ma non ancora registrate all’anagrafe, per un totale di 4.919.000 persone.

L’incidenza delle donne è del 51,3 %.

Interessante il confronto con il quadro europeo. Nei 27 stati UE ci sono 29.690.000 stranieri. Dunque, in Italia vive poco meno di 1/6 degli immigrati in Europa. Al primo posto c’è la Germania con 7.000.000 di stranieri. Lì i flussi sono molto stretti e impostati sul lavoro stagionale e qualificato. E poi, molti possono facilmente diventare cittadini tedeschi. Comunque, 1/6 di quelli che abitano in Germania ha “un passato migratorio”.

Si prevede che l’Italia diventi il primo paese se continua con questi ritmi.

La maggioranza delle presenze è al Nord Ovest (31,6) e al Nord Est (26,6).

Le provenienze si sono scombussolate negli ultimi anni: la maggioranza ora viene dall’Europa. Romania (887.000), Albania (466.000), Marocco (431.000), Cina (188.000), Ucraina (194.000), Filippine (123.000), India (105.000), Polonia (105.000), Moldova (105.000), Tunisia (103.000).

Le nuove nascite sono state nel 2009 77.000, e si arriverà presto a 100.000, quindi, anche se si chiudessero tutte le frontiere come vuole qualcuno, ci sarebbe comunque un aumento considerevole ogni anno.

Pittau è poi passato a descrivere l’importanza della presenza straniera per il nostro Paese, attraverso una breve analisi demografica. Dal 2000 al 2009, l’età media in Italia è passata da 31,5 a 43,3 anni. Gli ultra 65enni in Italia hanno un’incidenza del 20% sugli italiani, del 2,2% sulla popolazione straniera.

40% degli immigrati sono addetti a lavori disagiati (di sera, di notte, di domenica).

Comunque, se il trend si mantiene, nel 2050 saranno più di 12 milioni, 1/6 del totale.

“E a questa gente è giusto dare pari opportunità - ha concluso – una giusta accoglienza, altrimenti il nostro Paese, che già va male, andrà sempre peggio, perché chiusura e diffidenza non portano da nessuna parte. Comunque siamo pieni di coppie miste, associazioni miste, programmi culturali misti: l’Italia migliore sta facendo questo, ed è quella che deve vincere.”

Della ricca relazione di Andrea Stuppini della Regione Emilia Romagna, sul bilancio contributi/costi degli immigrati, riportiamo l’interessante affermazione che gli immigrati negli ultimi 10 anni hanno dato un contributo fondamentale al risanamento del bilancio nell’INPS. Gli stranieri pagano ogni anno 7,5 miliardi di contributi previdenziali e, essendo la maggioranza non anziani, non costano quasi nulla, perché già nel 2002 la legge Bossi Fini aveva portato a 65 anni l’età di pensionamento per gli stranieri, uomini e donne. E anche sulle spese sociali incidono pochissimo, proprio per il fatto che sono giovani, perché la maggior parte delle spese di welfare in Italia vanno per pensioni e sanità, quindi per gli anziani.

E’ ora di sfatare anche il mito delle case popolari. Ha chiesto al sindaco di Castello D’Argile Michele Giovannini: quanti immigrati ci sono qui? L’8%. E quanti stranieri nelle case popolari? 14%. “Ecco, ha ragione la Lega, pensate solo a loro!” Ha scherzato. “In realtà, quando l’80% delle famiglie italiane è proprietaria della casa in cui vive, non è possibile fare un confronto di questo tipo: bisogna tenere conto dei cittadini che sono in affitto, che sono quelli che hanno davvero bisogno della casa popolare. E tutto si ridimensiona.”

“Certo che quanto a miti ce ne sono tanti – ha confermato il Sindaco. – Pensi che vengo spesso fermato dai cittadini che mi chiedono: ma è vero che ai servizi sociali vengono tanti stranieri perché ogni volta che si presentano gli date 30 euro?”

Leggende metropolitane nella pianura bolognese…

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