10 giugno 2019

Verso un’industria culturale sostenibile: il programma ACP-UE

È stato lanciato ufficialmente il programma di cooperazione culturale ACP-UE, che ha l’obiettivo di finanziare e sostenere i settori culturali e creativi dei 79 Paesi ACP (Paesi di Africa, Caraibi e Pacifico). L’annuncio è stato dato da Léonard Emile Ognimba, Vicesegretario Generale del gruppo ACP, e da Stefano Manservisi, Direttore Generale del dipartimento di cooperazione internazionale e sviluppo alla Commissione Europea (DEVCO), in occasione del cinquantesimo anniversario del Festival panafricano del cinema e della televisione (FESPACO) a Ouagadougou in Burkina Faso.

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La cooperazione culturale dell’Unione europea con i Paesi di Africa, Caraibi e Pacifico si inscrive all’interno delle relazioni UE-ACP, oggi definite da una convenzione nota come Accordo di Cotonou: firmato nel 2000, è un accordo di partenariato che intende ridurre la povertà e contribuire all’integrazione progressiva dei paesi ACP nell’economia mondiale.
Il nuovo programma ACP-UE per un’industria culturale sostenibile, con un budget complessivo di 40 milioni di euro, intende sostenere i settori culturali e creativi attraverso:

  1. la creazione/produzione di beni e servizi di qualità, a costi competitivi e in quantità maggiori grazie alla tecnologia digitale;
  2. accesso ai mercati regionali, nazionali e internazionali; circolazione/diffusione/promozione di beni e servizi ACP, ed educazione all’immagine;
  3. migliorare l’accesso ai finanziamenti attraverso processi innovativi, consentendo il cofinanziamento, e mirando a ridurre la dipendenza degli operatori culturali ACP dai finanziamenti internazionali.

Il bilancio di 40 milioni di euro verrà suddiviso in tre componenti principali:

  • sostegno ai settori culturali e creativi nei paesi ACP (26 milioni di euro);
  • sostegno alle produzioni audiovisive nei paesi ACP (10 milioni di euro);
  • gestione di una piattaforma digitale per imprenditori e operatori culturali dei paesi ACP, dei paesi europei e dei partner UE.

Pilastro fondamentale dello sviluppo, dell’integrazione e della coesione sociale, la cultura rappresenta una priorità per l’Unione europea, e sta acquisendo forza anche nei processi di sviluppo economico e sociale dei Paesi meno avanzati.

Per riflettere sul futuro di queste politiche è stato organizzato a Bruxelles per il 16-17 giugno il colloquio Culture for the Future. A dieci anni dal primo grande colloquio “Cultural and Creativity: vectors for Development” e della pubblicazione della “Brussels Declaration of EU-ACP Professionals of the Creative Industries”, la Commissione invita operatori culturali e artisti per fare il punto su quanto la cultura e la creatività siano effettivamente fattori di sviluppo e per ancorare questa fondamentale dimensione nella cooperazione europea.
Come 10 anni fa, coop. Lai-momo è stata invitata a partecipare al colloquio per portare il proprio contributo, in ragione della sua esperienza nei campi del fumetto di autore africano e dell’arte contemporanea.

Le politiche culturali nei Paesi di Africa, Caraibi e Pacifico, inoltre, sono affrontati in modo approfondito nel dossier n. 68 della nostra rivista Africa e Mediterraneo, le industrie culturali in Africa sono analizzate nel n. 47-48, mentre il settore del libro è l’argomento dell’ultimo dossier, il n. 89.

 

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16 marzo 2017

La crisi della biennale del cinema panafricano

Un buon film agisce sullo spettatore, provoca emozione e destabilizzazione, genera la riflessione e la mobilitazione. Un festival del cinema illustra solitamente un ricco e variegato programma di produzioni cinematografiche che si distinguono per la loro bellezza ed originalità, e non per il semplice consumo o dilettantismo: questa è la riflessione critica di Olivier Barlet, esperto di cinema africano e giornalista fondatore di Africultures, che è stato presente, a partire dal 1993, a ogni edizione del festival del cinema panafricano FESPACO. La 25a edizione di questo festival si è svolta, infatti, dal 25 febbraio al 4 marzo, a Ouagadougou, nella capitale del Burkina Faso, visibilmente presidiata dalla polizia e dall’esercito a causa degli attacchi terroristici dello scorso anno. Questo festival vuole continuare a essere uno dei più importanti luoghi della creatività e della condivisione della cultura africana attraverso il cinema. Il film Frontières di Apolline Traore, incentrato sulla migrazione intercontinentale, è stato il più discusso in questa edizione, oltre che vincitore del Prix des institutions, mentre l’Etalon d’or è spettato al film Félicité di Alain Gomis, che narra la storia di una donna, una madre, che lotta per curare il figlio nella difficile condizione sociale di una città africana.

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(Félicité, un film di Alain Gomis)

Ma la scelta dei film, l’organizzazione della 25a edizione, sono stati giudicati decisamente di bassa qualità: ad esempio, la mancanza dei sottotitoli in molte proiezioni anglofone, l’aumento dei prezzi dei biglietti, il mimetismo con i peggiori prodotti televisivi occidentali, l’eccessivo sentimentalismo e anche la violenza di alcune pellicole e l’emarginazione di alcuni film significativi non hanno contribuito a dare a questa manifestazione fondamentale il necessario spessore culturale. La visibilità internazionale di FESPACO permette a molti giovani registi africani di far conoscere al mondo la cultura e la storia del continente, quindi è necessario e urgente reagire con un programma che colmi le lacune e dia il giusto risalto alla ricchezza delle produzioni cinematografiche africane.

Per una visione del trailer di Félicité di Alain Gomis:

 

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