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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; corpo</title>
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		<title>Globalizzazione e culture della salute. Corpi migranti e società plurale</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 15:42:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione e servizi sociosanitari]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[N64]]></category>
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		<description><![CDATA[Presentazione dell&#8217;articolo &#8220;Globalizzazione e culture della salute. Corpi migranti e società plurale&#8221; a firma di Stefano Allievi, pubblicato sul numero 64 di Africa e Mediterraneo. La de-territorializzazione e ri-territorializzazione di culture lontane, favorita dai fenomeni di globalizzazione e migratori, ha prodotto in Occidente, fra l&#8217;altro, una riapertura a forme e credenze &#8220;tradizionali&#8221;, che vanno ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/africa-medicina-300x203.jpg" alt="africa-medicina" title="africa-medicina" width="300" height="203" class="alignright size-medium wp-image-244" /><strong>Presentazione dell&#8217;articolo &#8220;Globalizzazione e culture della salute. Corpi migranti e società plurale&#8221; a firma di Stefano Allievi, pubblicato sul numero 64 di <a href="http://www.laimomo.it/front-end/home.php?page=view&#038;c=5"><em>Africa e Mediterraneo</em></a>.<br />
</strong></p>
<p>La de-territorializzazione e ri-territorializzazione di culture lontane, favorita dai fenomeni di globalizzazione e migratori, ha prodotto in Occidente, fra l&#8217;altro, una riapertura a forme e credenze &#8220;tradizionali&#8221;, che vanno ad affiancarsi al sapere medico &#8220;ufficiale&#8221;.  </p>
<p>Le migrazioni, da un lato, hanno reso disponibili, in Occidente, saperi, mentalità e visioni del mondo “altre” e dall’altro hanno favorito il radicamento di “saperi condivisi”, ossia conoscenze e pratiche socio-culturali diffuse e condivise all’interno delle comunità immigrate. L’articolo mostra che il pluralismo o sincretismo culturale si manifesta in modo preponderante soprattutto lì dove sono in gioco gli elementi fondamentali del benessere: il sapere sul corpo e il richiamo ai valori ultimi che esso comporta.</p>
<p>In medicina, l’affiancarsi di forme alternative al sapere ufficiale ha modificato le idee tradizionali di salute, corpo, malattia, guarigione e morte.<br />
<span id="more-564"></span><br />
Il processo di pluralizzazione culturale si nutre di un duplice movimento di innesto, dall’esterno, della cultura “altra” e di gemmazione, interna, di quella nella cultura autoctona. Incrociati, questi due cambiamenti producono un cambiamento ulteriore il cui schema ideal-tipico, nel campo della salute, potrebbe essere così descritto:</p>
<p>il <em>malato straniero</em> pone il suo diverso modo di intendere il corpo dinanzi al <em>medico autoctono</em> che <em>riflette</em> sulla diversità e arriva a una <em>nuova concettualizzazione</em>, includente elementi eteroctoni. Questa può tradursi in una riflessione collettiva con colleghi e giungere fino all’ elaborazione di un <em>nuovo paradigma interpretativo</em>, di rottura o di mediazione rispetto a quello della scienza ufficiale.</p>
<p>E’ evidente come la salute sia il campo di “negoziazione” (concetto che non esclude il conflitto) tra visioni diverse. I processi di “negoziazione culturale” non solo sfumano i confini tra le discipline ma rendono ambigua la stessa nozione di confine culturale. Confine è <em>cum finis</em>: ciò che separa diventa, al contempo, ciò che condividiamo con l’altro; dove c’è un confine c’è anche chi lo transita. </p>
<p>Ora, con le nuove generazioni che non sono più immigrate ma prime generazioni di neo-autoctoni, si aprono nuovi interrogativi sulle trasformazioni culturali relative alle concezioni del corpo, della salute e della medicina. E’ sempre più facile trovare disponibilità nei confronti di forme di mescolanza culturale e gli stessi autoctoni stanno cambiando il modo di interagire con la pluralità culturale, pluralità che sempre più diventa condizione normale.</p>
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