27 novembre 2017

Afrotopia. La biennale di Bamako

Nelle costruzione delle società cosiddette post-coloniali sono state applicate delle soluzioni prêt-à-porter, ovvero dei modelli che poco avevano e hanno a che fare con la loro storia. Questi modelli sono così radicati che difficilmente vengono messi in discussione o interrogati, mentre una società si dovrebbe chiedere sempre: “qual è il progetto di vita insieme che vogliamo costruire?”. Su questi temi ruota il neologismo afrotopia, creato dall’economista Felwine Sarr, uno dei pensatori più originali del continente africano. Dunque, afrotopia: «une utopie active qui se donne pour tâche de débusquer dans le réel africain les vastes espaces du possible et les féconder», afferma l’intellettuale senegalese.
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(Anarchie productive, 2017. Fototala King Massassy)

In relazione all’Africa si parla sempre di sottosviluppo e di inefficienza, mentre l’Africa è un continente promettente e pieno di ricchezza. Per questo nell’immaginario dell’”essere africano” occorre una decolonizzazione delle menti e una riappropriazione della storia del continente.
Da questa parola intrisa di significato prende il titolo la 11° edizione dei Recontres de Bamako. Biennale africaine de la photographie, il maggiore evento dedicato alla fotografia africana che si terrà dal 2 dicembre 2017 al 31 gennaio 2018 nella capitale del Mali. L’intento di questa Biennale di Bamako è creare le basi di una comunità artistica capace di riflettere sul continente e sul mondo, cercando di superare la crisi di rappresentazione che la riguarda.
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(Afroeucentric Face On, 2016. Lola Keyezua)

Infatti, tra le 300 candidature di qualità ricevute, il comitato di selezione ha scelto 40 proposte di artisti e collettivi residenti in Africa o nelle diaspore, che utilizzano linguaggi visivi di grande impatto, capaci di volgere lo sguardo al futuro e al rinnovamento. Un esempio di sfida alle norme istituzionali può essere dato dalla serie di Anarchie Productive di Fotolala King Massassy, un artista del Mali, che vuole restituire al pubblico una realtà africana vibrante, giocosa e affermativa. Veri e propri paesaggi emotivi sono costantemente interrogati nel lavoro della fotografa nigeriana Zina Saro-Wiwa, mentre i corpi sono visti da Lola Keyezua in una prospettiva pittorica visionaria che vacilla tra la crudezza e la resa. Questa mostra vede la presenza anche di diversi curatori ospiti che approfondiscono i temi e le domande degli artisti, in particolare quelli che riguardano le identità marginali con Clémentine de la Ferronière e Nathalie Gonthier.
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(The Invisible Man, 2015. Zina Saro-Wiwa)

L’indagine sulla musica africana sin dall’epoca dell’indipendenza è affidata a Justin Davy, mentre il progetto sul tema dell’Afrofuturismo è curato da Azu Nwagbogu. Come in risonanza alle domande aperte dalle proposte artistiche, si attivano anche gli spazi per la riflessione collettiva e la condivisione delle conoscenze, attraverso forme libere e plurali con relatori provenienti da tutti i campi del pensiero – filosofi, poeti, musicisti, storici, sociologi, scrittori. Particolare attenzione è dedicata anche all’apertura e al coinvolgimento con il pubblico maliano. I protagonisti di questa esibizione pongono, dunque, le basi per una visione ampia e viva del continente, ricco di spiritualità e culture, che sono tutte componenti dell’economia relazionale di cui parla Felwine Sarr. Un’economia, quindi, non basata sui criteri logico-valutativi dello sviluppo/sottosviluppo ma sulla storia e sulle voci di comunità capaci di creare e inventare.
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(Nothing, 2017. Lola Keyezua)

Per maggiori informazioni: www.rencontres-bamako.com

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07 settembre 2011

LondonBamako – a collaborative exhibition of exchanges 17-25 maggio 2011 (Londra) 20-30 settembre 2011 (Bamako)

Immagini da Bamako & London. © Alioune Bâ and Diane Patrice

“Bamako&London” è una mostra fotografica itinerante nelle due città: a Londra è stata esposta dal 17 al 25 maggio 2011 e a Bamako sarà presentata dal 20 al 30 settembre 2011. I lavori esibiti, soprattutto fotografie e filmati, provengono da entrambe le città e hanno la volontà di mostrare scene di vita quotidiana a confronto, stimolando riflessioni di carattere interculturale. Il team di curatori della mostra è composto da Alioune Bâ e Diane Patrice, entrambi noti fotografi rispettivamente di Bamako e Londra, e Sophie Mew, antropologa inglese. Le opere selezione presentano momenti della quotidianità come partite di calcio, conducenti di taxi, persone che bevono te, famiglie e musicisti. Le immagini sono accompagnate da brevi testimonianze, in francese e in inglese, scritte da persone inglesi e maliane, allo scopo di mettere in relazione aspetti simili delle vite nelle due città.

Grazie all’intento di promuovere temi d’inclusione sociale e di testimoniare momenti di vita reale, la mostra è ormai considerata un progetto di carattere interculturale ed educativo. Inoltre è parte della politica della mostra favorire il più possibile le visite attraverso ingressi gratuiti e programmi di accompagnamento offerti alle comunità locali e alle scuole.

Per maggiori informazioni: www.bamakoandlondon.com

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