30 novembre 2021

Afghanistan: EASO pubblica un aggiornamento della guida-Paese per valutare le domande di protezione internazionale dopo il ritorno dei Talebani

La presa del potere da parte dei Talebani avvenuta nell’estate del 2021 ed il conseguente repentino e significativo aggravamento della situazione socio-politica in Afghanistan hanno reso necessario un aggiornamento della “Country Guidance curata da EASO, l’Agenzia dell’Unione Europea che si propone di armonizzare il sistema di asilo europeo, volta a fornire linee di indirizzo comuni agli Stati Membri nell’esame delle domande di protezione internazionale presentate dai cittadini del Paese di origine oggetto di approfondimento.

guidanceCome emerso dall’ultimo “Asylum Trends” pubblicato nell’ottobre del 2021, i cittadini afghani rappresentano la nazionalità maggiormente rappresentata all’interno delle domande di protezione internazionale presentate nel mese di agosto 2021 in Unione Europea, superando la Siria, Paese che ha vantato il triste primato di principale Paese d’origine negli ultimi 7 anni.

La nuova guida, aggiornata a novembre 2021, approfondisce i cambiamenti più significativi intervenuti in Afghanistan negli ultimi 3 mesi, con la dovuta premessa che le informazioni ivi contenute rimangono limitate e parziali rispetto a molti aspetti a causa della difficoltà di reperimento di fonti attendibili in seguito al 31 agosto 2021 e data l’imprevedibilità dei futuri accadimenti e i rischi di improvvise escalation di episodi di violenza indiscriminata.

Approfonditi gli specifici e potenziali attori di persecuzione o di grave danno presenti sul territorio afghano, la guida affronta quindi in primo luogo specificamente i profili dei soggetti che potrebbero essere a reale rischio di persecuzione individuale e per cui possa pertanto essere valutato il riconoscimento della più alta forma di protezione, lo status di rifugiato. Tra questi, rientrano le persone affiliate con il precedente Governo afghano, singoli cittadini aventi lavorato in ambito miliare al servizio di Paesi stranieri o aventi ricevuto supporto da essi, leader religiosi, persone a rischio di reclutamento forzato, personale del mondo educativo o della cultura, giornalisti e attivisti per i diritti umani, oltre che donne e bambini, in determinate e specifiche situazioni, nonché altri gruppi sociali ed etnici appartenenti a minoranze.

211134585-4f3c5678-f3a5-4b09-97bc-ea122b7d5af1In secondo luogo, vengono affrontate le situazioni in cui, in caso di mancato riconoscimento dello status di rifugiato, gli organi decisionali sono tenuti ad esaminare i presupposti volti al riconoscimento della protezione sussidiaria. Viene quindi esaminata nello specifico la situazione di conflitto interno e di violenza indiscriminata all’interno del Paese.

Importante inoltre l’affondo rispetto al concetto di “alternativa di protezione interna”: è assai rilevante che tale concetto non sia più applicabile all’interno del Paese, in considerazione dell’attuale capillare controllo territoriale da parte dei Talebani. Ciò significa che, per una persona che abbia un fondato timore di persecuzione o di grave danno, non vi sia possibilità di ottenere protezione in alcuna zona all’interno del Paese, diversamente dalla situazione previgente, in cui, in determinate e specifiche situazioni, alcune zone venivano considerate potenzialmente sicure.

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24 novembre 2021

La sfida di comunicare al confine. 8 campagne pubbliche per parlare di migrazione e integrazione nei territori di confine

Nei territori di confine, toccati in particolar modo dai flussi migratori che confluiscono verso l’Europa, inserire il tema dell’integrazione dei nuovi arrivati nel dibattito pubblico può rivelarsi una vera sfida.

installation_AustriaPartendo da questa considerazione, il progetto CLARINET ha accompagnato 8 amministrazioni pubbliche nell’ideazione e realizzazione di una campagna di comunicazione locale ad hoc, in grado di affrontare le problematiche reali legate al contesto locale e di rispondere alle preoccupazioni dei cittadini.

Dopo le formazioni ai dipendenti pubblici e le residenze artistiche sul territorio, l’implementazione delle campagne di comunicazione di CLARINET sono il tassello finale dei percorsi di empowerment delle amministrazioni pubbliche partner. Le campagne sono state sviluppate a partire dalle opere create dagli artisti in residenza in ogni territorio, e per quello sono tutte caratterizzate da una grande originalità e da una forte componente creativa.

campagna_CiproSi può citare ad esempio la municipalità di Traiskirchen in Austria, dove è stata ideata una video istallazione per condividere con i visitatori la storia di Nemat, rifugiato afghano accolto nel campo di accoglienza del comune, e di suo figlio Hikmat. A Cipro, invece, la campagna ha messo in luce le vicende di alcuni migranti accolti nella comunità, scegliendo di mostrare i volti dietro i numeri e le statistiche attraverso grandi ritratti dipinti e arricchiti di elementi in 3D esposti sulla piazza principale del paese. Il comune di Črnomelj in Slovenia ha scelto di rivolgersi prioritariamente ai cittadini più giovani, attraverso laboratori e spettacoli per bambini condotti dagli artisti in residenza.

Tutte le campagne di comunicazione del progetto CLARINET sono descritte sul sito del progetto, nella sezione dedicata ai territori coinvolti.

exhibiton_Romania

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03 novembre 2021

I dati del Dossier Statistico Immigrazione IDOS-Confronti: anche nella nostra regione rallenta la crescita della presenza di cittadini stranieri

Ecco alcuni dati emersi durante la presentazione regionale del Dossier Statistico Immigrazione organizzata in Palazzo d’Accursio e in diretta Facebook dall’associazione Africa e Mediterraneo.

Presentazione-del-Dossier-Statistico-Immigrazione-2021_article_photo_storyAl 31 dicembre 2020, secondo i dati Istat, i cittadini stranieri residenti in Emilia-Romagna sono 537.556, in flessione di poche decine di unità rispetto all’anno precedente. Costituiscono il 12,1% della popolazione complessiva. Si tratta del dato più alto fra le venti regioni italiane. Tale incidenza risulta in leggero incremento rispetto all’anno precedente perché la popolazione italiana, e con essa quella complessiva, risulta in più marcato decremento, per effetto di un’ulteriore contrazione delle nascite e per il drammatico incremento dei decessi, quale effetto diretto e indiretto della pandemia da Covid-19. Se si calcola l’incidenza dei soli cittadini non UE, si perviene a un tasso del 9,3%.

WhatsApp Image 2021-10-30 at 15.07.36Si conferma la più alta incidenza dei residenti stranieri nei territori nord-occidentali della regione: nella provincia di Piacenza si registra un tasso del 14,6%, seguita da Parma attestata al 14,3%. Al terzo posto, con un’incidenza del 13,0%, si colloca Modena, seguita da Reggio Emilia (12,2%), poi, sotto la media regionale, Bologna all’11,7%, Ravenna all’11,3%, Forlì-Cesena all’11,0%, Rimini al 10,7% e infine Ferrara al 9,5%. Sempre amplissimo lo spettro delle cittadinanze: oltre 170 paesi diversi, con al primo posto la comunità rumena (come in Italia) che raccoglie il 17,6% del totale dei cittadini stranieri residenti, seguiti dai cittadini del Marocco (11,1%) e poi gli albanesi (10,5%), seguiti a loro volta da ucraini (5,9%) e cinesi (5,3%).

Una presenza stabile, come conferma l’aumento dell’incidenza degli alunni stranieri (in grande maggioranza nati in Italia) iscritti nelle scuole dell’ER nell’a.s. 2019/2020, pari al 17,1% del totale (nell’a.s. 2018/2019 erano il 16,4% e l’anno precedente il 16,1%). I bambini stranieri nati nel corso del 2020 in ER sono stati un quarto del totale dei nati nell’anno (in Italia il 15,0%).
Se gli occupati stranieri calano a livello nazionale del 6,4%, in ER rimangono stabili (circa 259.800) con una minima crescita dal 12,8% al 13,1% sul totale degli occupati in regione, confermando un valore ben al di sopra della media nazionale (10,2%). Ma le donne straniere occupate, come per l’intero Paese, diminuiscono in modo significativo da 122.867 a 115.952, passando dal 47,4% degli stranieri che lavorano al 44,6%. Essere straniera ed essere donna si conferma come una doppia penalizzazione.

WhatsApp Image 2021-10-30 at 15.07.33 (1)La resilienza mostrata dai cittadini stranieri a livello nazionale, con l’aumento delle imprese a loro conduzione, si conferma per la nostra regione: secondo i dati Infocamere e Unioncamere, in regione le imprese condotte da cittadini stranieri sono 55.999, il 12,5% del totale, con un incremento del 2,5% rispetto al 2019, mentre le imprese italiane sono diminuite (-1,0%). Sul versante delle rimesse, dopo anni di stazionarietà, i dati della Banca d’Italia indicano un aumento del flusso di denaro inviato dall’ER nei paesi di origine dei migranti: da 568 a 706 milioni di euro, con un aumento del 24,3% rispetto al 2019.

A Bologna, hanno introdotto la presentazione in Palazzo d’Accursio i saluti istituzionali di Luca Rizzo Nervo, neo-assessore al welfare, fragilità e nuove cittadinanze del Comune di Bologna, Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e Giuseppina Bagnato, Pastora della chiesa metodista di Bologna.

Il redattore del Dossier Pietro Pinto ha presentato alcuni dati salienti a livello nazionale, cosa che è avvenuta in contemporanea in tutte le regioni e provincie autonome italiane, mentre Valerio Vanelli, ricercatore dell’Istituto Cattaneo per l’Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio, ha proposto un focus sulla situazione regionale, che abbiamo sopra sommariamente descritto.
Maria Adele Mimmi, Capo Area Welfare del Comune di Bologna, ha presentato i dati relativi al sistema di accoglienza di richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale nell’Area Metropolitana bolognese e Circondario imolese, i cui posti ammontano al 30 settembre 2021 a 2.046, di cui 1.361 nell’ambito del Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI), ma ha anche offerto un quadro della complessità dei servizi di integrazione lavorativa e sociale attivati.

WhatsApp Image 2021-10-30 at 15.07.37Andrea Facchini della regione Emilia-Romagna ha esposto alcuni risultati (riportati anche nel Capitolo Regionale del Dossier) che emergono dalla recente ricerca sulla mediazione interculturale realizzata dalla Regione, che ha coinvolto oltre 240 mediatori, e dalla quale emerge il nuovo “identikit” del mediatore, che risulta essere prevalentemente donna, di cittadinanza italiana (per lo più acquisita), ultraquarantenne, in Italia da almeno 15 anni, con un titolo di studio medio alto e che parla almeno 3 lingue. Lavorativamente parlando, è impiegata part-time in una cooperativa, agisce come mediatrice su più ambiti di intervento e sta modificando il suo intervento nel solco dei cambiamenti tecnologici in corso.

Sandra Federici, direttrice di Africa e Mediterraneo, ha moderato i lavori di presentazione di questo Dossier, uno strumento imprescindibile per comprendere la società, una lettura corale (vi collaborano oltre 100 autori/rici e organizzazioni) delle migrazioni nell’anno della pandemia, a 20 anni dagli attentati terroristici dell’11 settembre, data che ha contribuito a cambiare la nostra percezione delle migrazioni e ha influito molto sulle politiche relative ai flussi migratori.

INFO: s.federici@africaemediterraneo.it
Tel: 3492225101

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